Ex funzionario DSS, “la politica si svegli”
Dopo il servizio di Falò, la richiesta di fare chiarezza si fa ancora più forte, secondo alcuni deputati. Fiorenzo Dadò: “Situazione grave, che va chiarita”
di Teleticino/Lars
Ex funzionario DSS, “la politica si svegli”

Il servizio di Falò “Rompere il silenzio”, andato in onda giovedì scorso, ha riportato alla ribalta la vicenda dell’ex funzionario del DSS, condannato per coazione e violenza sessuale. Le vittime hanno ribadito di aver denunciato l’accaduto al superiore del funzionario condannato, ma lui è rimasto in seno all’amministrazione cantonale per altri 15 anni. Un punto controverso, che a detta di molti è necessario capire fino in fondo, anche per comprendere cosa non abbia funzionato nel meccanismo dell’amministrazione ed evitare che situazioni del genere si ripetano in futuro. Da mesi la sottocommissione finanze discute sulla possibilità di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) oppure di istituire un audit esterno. Due procedure con differenze rilevanti: la CPI ha poteri inquirenti, ovvero se un testimone è convocato deve presentarsi, come se la convocazione arrivare dalla procura. L’audit esterno invece è completamente libero dai partiti.

La necessità di fare chiarezza
I colleghi di Ticinonews hanno fatto un giro di voci tra i deputati in Gran Consiglio, in particolare tra chi ha spinto sulla necessità di fare chiarezza. Fiorenzo Dadò punta il dito in particolare su PLR e PS, che nel 2020 avevano bocciato la proposta di una commissione parlamentare d’inchiesta. Proposta che poi è stata presentata qualche mese fa, dopo la sentenza di secondo grado che ha condannato l’ex funzionario. “È stata la conferma di una situazione gravissima all’interno dell’amministrazione, che va assolutamente chiarita”, sottolinea il presidente del PPD. “C’è da sperare che la politica, anche quella più reticente, si svegli e si possa andare nella giusta direzione”. A fargli eco Sabrina Aldi (Lega). “Un pugno allo stomaco, mi ha fatto riflettere e mi ha colpita personalmente”, sottolinea la granconsigliera in relazione al servizio. “Dopo quello che è emerso, la richiesta di fare chiarezza è ancora più forte. Gli interrogativi, già emersi durante il primo processo dalle parole del giudice, meritano e necessitano delle risposte”. Anche per Tamara Merlo (Più Donne) è necessario più che mai fare chiarezza: “Quello che abbiamo visto è la punta dell’iceberg di una cultura che perdura da anni. Se non si fa nulla, la cultura del silenzio andrà avanti”.

Ma come rispondono i rappresentanti dei partiti che hanno bocciato la prima CPI? “La necessità di fare chiarezza c’è sempre stata, sono le modalità con cui farla che erano diverse e credo che in parte saranno ancora diverse”, ribadisce dal canto suo Matteo Quadranti (PLR). “Non credo che io e il mio partito andremo nella direzione di una CPI. Ora c’è una nuova ipotesi di lavoro, sulla quale si sta lavorando”. “C’è sicuramente qualcosa all’interno dell’amministrazione cantonale che non ha funzionato e queste segnalazioni non sono state prese abbastanza sul serio”, sottolinea la co-presidente del PS Laura Riget. “Bisogna chiarire questi aspetti, affinché non succedano più ora e in futuro. Credo che un audit affidato ad esperti esterni sia la via giusta per finalmente poter dare una risposta a domande ancora aperte”.

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Chiarimenti sulla presenza di Biscossa in sottocommissione
Nel frattempo nella giornata odierna il deputato Matteo Pronzini (MPS) ha chiesto, in apertura di seduta del Gran Consiglio, se sia opportuno che la presidente della Gestione Anna Biscossa (PS) sia presente alle riunioni della Sottocommissione finanze del Gran Consiglio visto che l’ex funzionario era un dirigente del PS e all’epoca dei fatti la deputata era presidente del partito. Il coordinatore della sottocommissione finanze Michele Guerra ha ricordato che è una prassi nata in tempo di pandemia sotto la presidenza di Matteo Quadranti, che aveva chiesto e ottenuto di partecipare in qualità di uditore. “Anna Bisscossa ha chiesto e ottenuto la stessa cosa”, ha precisato Guerra, aggiungendo che “la collega ha portato informazioni molto rilevanti, delle quali abbiamo tenuto debitamente conto”. Per quanto riguarda le tempistiche, Guerra ha confermato che i lavori della sottocommissione sono “in dirittura d’arrivo”.

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