"Ecco perché abbiamo scelto Giudici"
Mentre Borradori non si scompone, Tarchini spiega. "Vogliamo prendere il posto di Lugano Airport e gestire lo scalo"
Redazione

Sembra aver subito una brusca accelerata il discorso sul futuro dell'aeroporto di Lugano-Agno, da quando la cordata di imprenditori privati ticinesi è uscita allo scoperto annunciando la presenza dell'ex sindaco di Lugano Giorgio Giudici quale suo consulente.

L'attuale sindaco di Lugano, Marco Borradori, non si scompone. "Giorgio Giudici potrebbe essere un valido elemento di congiunzione nelle discussioni tra noi e il gruppo di privati" ha commentato il sindaco, interpellato dal Giornale del Popolo. "Per il momento ne abbiamo solo preso atto. Il lavoro per trovare il miglior assetto prosegue."

È più esplicito, invece, uno degli imprenditori della cordata privata, Silvio Tarchini.

"Giorgio Giudici è stato sindaco di Lugano ed ha gestito lui per conto del Municipio tutte le tematiche relative all'aeroporto" ha spiegato il patron del FoxTown alla RSI. "Purtroppo come gruppo ci siamo resi conto che ultimamente la gestione dell'aeroporto lascia un po' a desiderare. È per questo che abbiamo deciso di provare a vedere se con Giudici riusciamo a fare un accordo con la Città di Lugano."

Tarchini ha le idee in chiaro sul futuro dell'aeroporto. Ma per metterle in atto, spiega, occorre che il suo gruppo abbia la maggioranza. "Il nostro gruppo potrebbe prendere il posto di Lugano Airport e gestire l'aeroporto" ha dichiarato. "Il grosso vantaggio del nostro gruppo è la presenza di Ruag, di proprietà della Confederazione svizzera, che ha una vastissima esperienza nel campo dell'aviazione. Questo sarebbe un sollievo anche per la Città di Lugano, che con la Lugano Airport in questi anni non ha conseguito dei risultati molto brillanti, tutt'altro."

ll gruppo di privati, come precisato nel documento inviato al Municipio di Lugano, non intende fare fuori la Città dalla gestione dell'aeroporto, ma trovare una sinergia tra pubblico e privato che consenta di rilanciare lo scalo. "Vogliamo coinvolgere tutti gli attori, sia pubblici che privati, in modo da non escludere nessun interesse e soprattutto creare una struttura trasparente e precisa sia negli investimenti che nella gestione" si legge nel documento. "Le quote dei singoli attori sono ancora aperte, ma va da sè che chi investe deve avere una totale garanzia del proprio investimento: condizione, questa, imprescinbile per ottenere finanziamenti in un libero mercato, che altrimenti cadrebbero sui contribuenti, come avvenuto fino ad oggi."