Ecco come si combatte il campeggio abusivo
A Tenero le strutture sono piene, mentre la Vallemaggia attira frotte di camperisti. Cevio reagisce, creando un’area di sosta apposita
di ls
Ecco come si combatte il campeggio abusivo
L’area di sosta creata a Bignasco, che vuole essere una concreta alternativa al campeggio abusivo
Ecco come si combatte il campeggio abusivo
Ecco come si combatte il campeggio abusivo

È boom di campeggiatori in Ticino. Dopo il lockdown e l’apertura tardiva, non mancano gli ospiti nelle strutture del Cantone, che registrano il tutto esaurito. A Tenero, una delle destinazioni più gettonate per chi ama la vacanza in tenda, van o camper, ogni giorno è un via vai di gente, con un regolare ricambio degli ospiti. “Omettendo il periodo di chiusura, siamo fortunati e l’attività è in ripresa. Ben vengano i turisti” spiega Simone Patelli, presidente dell’associazione campeggi ticinesi. La maggioranza degli ospiti proviene dalla Svizzera tedesca e romanda, che rappresentano circa l’85-90% dell’utenza (in aumento rispetto agli scorsi anni quando rappresentavano il 75-80%), mentre tra gli stranieri spiccano i tedeschi e gli olandesi (il loro numero è in leggero calo rispetto al passato vista la situazione pandemica). Tra le novità quest’anno l’abbassamento dell’età del cliente. “Ci sono soprattutto giovani e famiglie che hanno deciso di rimanere in Svizzera a trascorrere le vacanze” spiega Patelli. “Le persone in età hanno invece esitato a venire, prediligono piuttosto i mesi di giugno o settembre quando è più fresco. All’inizio è stato impegnativo con i nuovi ospiti visto che non tutti conoscono il villaggio, ma è anche una chance per guadagnare la loro fiducia”.

Con le strutture piene, c’è anche il rischio che i vacanzieri in cerca di avventura improvvisino soluzioni, decidendo di dormire all’addiaccio. Una pratica che in Svizzera, a meno di condizioni particolari o siti specifici, non è consentita. “È capitato che non abbiamo potuto accogliere degli ospiti perché tutto era pieno, ma abbiamo proposto soluzioni per una notte, indirizzando i camperisti in aree di sosta vicine, come in Valle Verzasca, per poi richiamarli quando si liberava un posto” sottolinea Patelli. “Per ora non abbiamo riscontrato particolari problemi, c’era più campeggio selvaggio mentre le strutture erano chiuse. Forse nelle Valli la situazione è un po’ diversa e qualche furbetto c’è sempre. Ma in genere si punta sulla sensibilizzazione più che a una multa”.

Anche il sindaco di Tenero, nonché poliziotto della intercomunale del Piano Marco Radaelli conferma che la situazione è tranquilla. “Malgrado l’affluenza, sono pochissimi i camperisti selvaggi sul territorio. Di sicuro c’è un bel movimento, i ristoranti del paese sono pieni. Non succedeva così da anni” commenta soddisfatto. In vista di una forte affluenza di vacanzieri si era inoltre pensato di usare il posteggio del Centro sportivo per evitare code in entrata ai camping. Una soluzione che non è stata necessaria implementare visto che “la situazione è gestibile”.

Vallemaggia presa d’assalto

Nelle regioni più discoste invece la situazione è diversa. In Vallemaggia per esempio il comune di Cevio ha allestito un’area di sosta apposita presso la zona del campo di calcio a Bignasco proprio per evitare accampamenti selvaggi e preservare il territorio. Sono molte infatti le lamentele giunte negli anni da parte di abitanti o contadini che sulle loro proprietà hanno trovato rifiuti o peggio “bisognini” da parte di turisti che dormivano al bivacco. E con la pandemia il fenomeno si è accentuato, conferma Mattias Janner, responsabile dell’Ufficio tecnico comunale. “Le valli laterali come Lavizzara e Val Bavona sono particolarmente apprezzate dai turisti che amano la natura e praticano questo tipo di attività. Quest’anno molti hanno rinunciato ai viaggi all’estero e praticamente metà Svizzera si è riversata nelle Valli del Locarnese. Ci siamo accorti che il problema era da subito marcato e di fronte all’emergenza abbiamo provveduto a realizzare questa area di sosta in tempi brevi. Si tratta di una soluzione sperimentale, introdotta lo scorso 26 giugno e valevole fino al 30 settembre, che comunque non vuole essere assolutamente una concorrenza ai campeggi nella Bassa Valle” precisa Janner.

Per la prima volta quest’anno il comune ha inoltre incaricato un’agenzia di sicurezza (ndr. già operativa in altri comuni della regione) per sorvegliare il fenomeno. L’obiettivo, spiega Janner, non è quello di dare multe, ma di sensibilizzare le persone sulle zone protette a livello nazionale, come la Val Bavona. I camperisti vengono inoltre invitati a soggiornare nei camping della regione. L’area di sosta a Bignasco, dove vengono garantiti servizi minimi come acqua potabile, sorveglianza e servizi igienici, è un po’ insomma l’ultima spiaggia.

“Non teniamo una statistica, ma abbiamo avuto una media di 12-15 camperisti al giorno all’area di sosta” aggiunge Janner, a dimostrazione che il fenomeno è marcato. Agli utenti viene chiesto una tassa giornaliera di 20 franchi per coprire le spese di pulizia e dell’agenzia di sorveglianza, più la tassa di soggiorno (3 franchi). Sono soprattutto giovani coppie che si spostano con minivan e conducono una vacanza “spartana” ad aver frequentato l’area. E finora l’esperienza è stata positiva. “Non abbiamo ricevuto segnalazioni o lamentele per rumori molesti o sporcizia. I fruitori si comportano bene e lasciano pulita l’area. Abbiamo anche ricevuto dei complimenti, sia da parte di turisti che da gente locale, per l’iniziativa”.

Per informare sulla situazione è stata anche creata una scheda informativa sul sito www.invallemaggia.ch, in cui sono segnalate l’ubicazione e le coordinate.

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