“È stata una pessima giornata”
Christian Garzoni racconta l’impatto di questo inizio di quarta ondata sulla Clinica Moncucco. “Fa male trovarsi davanti a una persona che avrebbe potuto evitare la terapia intensiva con un semplice vaccino”
di Teleticino/daco
“È stata una pessima giornata”

I numeri della pandemia sono in crescita in Europa, anche in Ticino, che ancora è una sorta di “isola felice” in Svizzera. La pressione sulle strutture sanitarie è però in aumento anche alle nostre latitudini: “Ieri (giovedì, ndr) alla Clinica Moncucco abbiamo avuto una pessima giornata”, premette Christian Garzoni, intervenuto in diretta a Ticinonews. “Se fino a mercoledì erano ricoverati nei nostri reparti quattro o cinque pazienti, nella giornata di ieri sono giunti nove nuovi pazienti Covid, tutti non vaccinati”. E l’appello di Garzoni è il solito: “Per le persone indecise, questa è l’ultima possibilità per vaccinarsi prima di, forse, ammalarsi quest’inverno”.

Emozioni contrastanti
Christian Garzoni confessa anche il peso umano del lavoro nei reparti Covid. Se questo non è mai mancato sin dai primi momenti della pandemia, ora si provano pure sensazioni nuove, legate alla scelta di molti pazienti di non vaccinarsi: “Provo un sentimento misto tra rabbia, frustrazione e tristezza: ormai sappiamo che il vaccino non impedisce di contrarre la malattia, ma chi lo riceve non finisce in ospedale con un polmone bianco, in cure intense e attaccato a un respiratore. Fa male trovarsi davanti a una persona che avrebbe potuto evitare questo stato con un semplice vaccino”.

Nessuna discriminazione
Nei confronti di chi non è vaccinato, però, l’attenzione del personale sanitario resta identica: “Siamo naturalmente pronti a curare questi pazienti e non faremo alcuna discriminazione, ma non possiamo che provare umanamente tristezza di fronte alla loro sofferenza”, spiega il medico.

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Speranza a mRna
Christian Garzoni si esprime anche sulla nuova variante sudafricana, annunciata ieri, che aumenta ulteriormente le preoccupazioni legate alla pandemia. “I virus tendono a mutare e il coronavirus non fa eccezione. Nei prossimi giorni capiremo di più su questa variante, anche in merito al grado di protezione dei vaccini. In questa incertezza, però, una speranza c’è: con la tecnologia a mRna è molto facile cambiare la molecola che viene utilizzata per creare l’immunità tramite vaccino”.

“Torniamo a rispettare le misure di protezione”
Casi in aumento, ospedalizzazioni che salgono e oggi anche due morti: il Ticino, tuttavia, attende ancora prima di introdurre delle restrizioni. La scelta è condivisa solo in parte da Garzoni: “I numeri salgono e, dal punto di vista medico, i tempi sono ormai maturi per nuove misure. Prima di questo è però fondamentale che la popolazione torni a essere responsabile e a rispettare le regole di protezione che abbiamo imparato a conoscere. Sono stato a cene dove ci si dà la mano e ci si bacia! Queste semplici misure non minano la nostra libertà, ma permettono anzi di evitare restrizioni più gravi”.

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