Ticino
"Divieto spesa per over 65? Non siamo degli irresponsabili"
A Pierre Rusconi, già consigliere nazionale, non sono piaciuti i toni con sui è fatto passare il messaggio: "Termini offensivi"
La Redazione
"Divieto spesa per over 65? Non siamo degli irresponsabili"
"Divieto spesa per over 65? Non siamo degli irresponsabili"

Il divieto per gli over 65 di fare la spesa deciso dal Canton Ticino per arginare la diffusione del coronavirus divide. C'è chi per esempio non ha gradito i toni con cui si è fatto passare il messaggio. In un'opinione pubblicata sul Corriere del Ticino, il già consigliere nazionale Pierre Rusconi non le ha mandato dire. Intervenuto al Tg Speciale di Teleticino, Rusconi ha spiegato cosa lo ha infastidito. "Sul piano legale, ci troviamo nell’illegalità" ha sottolineato. "Il Consiglio federale ha dovuto far suo quello che il Ticino ha proposto. Son contento il Governo ticinese è stato fermo nella sua decisione, ma rimane il fatto che vietare i movimenti per gli over 65 è illegale. Il Cantone Ticino è andato al di là della Costituzione svizzera". 

Il divieto per gli over 65 di andare a far la spesa lo condivide oppure bisognava trovare un'altra soluzione?"È come dire che gli over 65 sono degli irresponsabili, che non sanno gestirsi da soli. Gli anziani hanno esperienza di vita che consente loro di autogestirsi meglio rispetto per esempio ai giovani. Ritengo che la motivazione e la sollecitazione siano valide, ma la comunicazione che ne è stata fatta la disapprovo totalmente, sia nel modo sia nella terminologia."

Non le è insomma piaciuto l'espressione "andate in letargo" di Cocchi? Forse però per far passare il messaggio bisogna alzare i toni...“Si, ma non siamo mica scemi, lo sappiamo che quelli più a rischio siamo noi. L’ho anche sottolineato nell’articolo: Putin, Donald Trump, Merkel hanno tutti più di 65 anni e potrebbero scatenare una terza guerra mondiale, mentre noi non possiamo andare al supermercato? La responsabilità ce l’abbiamo, lo abbiamo dimostrato attraverso il lavoro, e ancora oggi tanti over 65 danno un contributo prezioso a questo Cantone. Quei termini sono stati offensivi, in letargo può andarci il comandante della Polizia. 

La situazione è davvero inedita per tutti. Secondo lei che tipo di strada potevano imboccare le autorità?Una delle misure che potevano adottare era quella di scaglionare gli orari per una certa categoria di età. Si poteva per esempio mettere degli orari dalle 8 alle 10 per avere una soluzione un po' più elastica. Ma comunque la modalità di comunicazione è stata sbagliata. Vitta è stato ponderato, ha avuto una terminologia adeguata e ha dato credibilità a quello che stava facendo. Ma le esasperazioni stile "o faccio io o voi non siete capaci di farlo da soli" non sono piaciuti a molti della mia età. Il Dottor Merlani in un paio di occasioni l’ha fatta un po’ fuori dal vaso, se n'è accorto e ha cambiato metodo. Francamente pensavo che il comandante della polizia avesse più rispetto per le persone della nostra età". 

Molti anziani sottolineano che il divieto non è propriamente un divieto. Ma se poi provano ad andare in un supermercato e gli viene chiesta la carta di identità, vengono rimandati a casa. Cosa devono fare?  Non voglio fare delle polemiche, visto che ci sono cose più importanti in questo periodo. Ma rimane il fatto che è una cosa illegale. Il divieto senza un cambiamento costituzionale non è possibile. Spero che il Consiglio di Stato possa dare un margine di apertura per le persone della mia età. È anche un modo per giustificare un'uscita, vedere qualcuno, naturalmente rispettando le regole e agendo con responsabilità.