Ditta di Stabio indagata per aiuti non dovuti
La polizia è intervenuta a marzo nell’azienda, il sospetto è che abbia ricevuto aiuti per la pandemia non dovuti. La ditta definisce il caso risolto
di fsu
Ditta di Stabio indagata per aiuti non dovuti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti

Una lettera anonima è giunta questa mattina ai maggiori organi d’informazione del Ticino, firmata semplicemente “un onesto cittadino”. Lo scritto punta il dito contro un’azienda di Stabio attiva nell’importazione dall’Italia. Viene raccontato di un’importante operazione di polizia che si sarebbe svolta il 18 marzo, con una quindicina di agenti coinvolti e interrogatori a dipendenti e dirigenti della società. Circostanza questa che ha trovato conferma: la Polizia cantonale, da noi contattata, ha confermato l’intervento, ma non ha rilasciato ulteriori informazioni “per ragioni d’inchiesta”.

Secondo l’estensore l’azienda avrebbe richiesto la disoccupazione parziale per i suoi dipendenti, questi, però, stando sempre alla lettera, avrebbero continuato a lavorare a tempo pieno. I nostri tentativi di contattare i responsabili della società si sono rivelati infruttuosi. Alla Regione, invece, ha risposto l’avvocato che tutela l’azienda: “Si tratta di un caso bagatella che è stato chiarito di fronte alle competenti autorità”. Stando al quotidiano bellinzonese, l’incarto affidato alla procuratrice pubblica Chiara Borelli è ancora aperto.

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