Soccorsi
Di ritorno dal terremoto in Turchia: "È stata dura, ma lo rifarei"
Redazione
17.02.2023 06:00

La squadra svizzera di soccorso è rientrata da pochi giorni in Ticino. Tra loro c’era anche Mauro Bonomi e la sua border collie Luna, che abbiamo incontrato.
“Emotivamente è stata durissima, ma se mi
chiamassero, ripartirei domani”. Sono le parole di Mauro Bonomi, soccorritore
della Redog, che con la sua cagnolina Luna è intervenuto in Turchia poche ore
dopo il terremoto. Da qualche giorno è rientrato in Ticino e a Ticinonews ha
raccontato il dramma di quello che ha visto, ma anche dei momenti di euforia vissuti
quando dalle macerie emergeva ancora la vita. “Quando siamo arrivati era
veramente triste. C’erano tantissime persone in strada che chiedevano aiuto.
Tutti volevano l'intervento del cane, con la speranza di poter ritrovare i
propri cari. Ma non potevamo andare ovunque. Tutto intorno a noi era crollato”.
Tratte in salvo 12 persone
Grazie al lavoro svolto dalla squadra svizzera
di soccorso sono state estratte vive dalle macerie 12 persone, tra cui anche
una bimba di cinque mesi. “È stato un colpo al cuore. È rimasta 70 ore sotto le
macerie, ma siamo riusciti a estrarla viva dopo 12-15 ore di lavoro. L’intervento
è iniziato dapprima in una parte, ma era troppo pericoloso, sia per la nostra
sicurezza che per le vittime. Poi ci siamo spostati in un altro punto, dove è
stata estratta la bambina. C'è stato un
momento di euforia per 5 minuti, poi abbiamo ricominciato a scavare da un'altra
zona”.
I turni di lavoro
Per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro, la
squadra era sempre operativa di notte. "Di giorno c'erano troppe persone
che chiedevano aiuto e troppa gente sul posto. Di notte potevamo lavorare più
tranquilli. Eravamo organizzati in gruppi di lavoro: 5-6 persone lavoravano
sulle macerie per 20 minuti, poi si davano il cambio fino a quando arrivavamo
alla persona rimasta intrappolata”. Per motivi di sicurezza, chi operava sulle
macerie doveva lasciare il proprio nome all’esterno, in modo da identificare la
persona nel caso in cui fosse successo qualcosa.
L’attività di Luna
A dar man forte ai soccorritori c’erano i cani da
ricerca di Redog, tra cui il border collie Luna. “Durante il primo intervento
si è comportata in modo strano”, racconta Bonomi. “Siamo abituati che quando
trovano le persone i cani abbaiano. In questo caso Luna ha avuto un atteggiamento
che non ho mai notato: si è messa a piangere, anche forte, per poi fare retromarcia.
Interpretando il suo comportamento, ci siamo detti che qualcosa c'era. Abbiamo
inviato un secondo cane, che ha reagito alla stessa maniera. Abbiamo attivato
la camerina per perlustrare la zona e c'erano delle persone morte, schiacciate
dalle macerie. Abbiamo quindi proseguito da un'altra parte perché per estrarre
una persona ci vogliono minimo 12-15 ore".
Un’esperienza emotiva forte
Dopo una settimana di impiego, la squadra è rientrata
in Svizzera, ma la forte esperienza vissuta in Turchia ha lasciato una traccia
indelebile. “Non si è mai abituati a questo genere di situazioni dal punto di
vista emotivo: quando si lavora, non si pensa. Ora comincia a uscire tutto
quello che abbiamo vissuto. Purtroppo, non potevamo arrivare dappertutto”. Al rientro
in Svizzera, all’aeroporto di Zurigo, i soccorritori sono stati accolti con una
sorpresa. “Un centinaio di cittadini turchi, uomini e donne, ci hanno dato
delle rose come ringraziamento per il nostro intervento. Fa male, ma fa anche
bene al cuore. Se mi richiamassero domani, lo rifarei”.

