“Decisioni incomprensibili e incoerenti”
Il Lido di Locarno scrive al Consiglio di Stato per chiedere di riaprire al più presto le strutture
di MMINO
“Decisioni incomprensibili e incoerenti”
Foto d’archivio

“Alcune decisioni risultano poco comprensibili e apparentemente anche incoerenti e quindi veramente difficili da accettare”. Così il Lido di Locarno in una lettera al Consiglio di Stato per chiedere di “riaprire al più presto le strutture e riprendere le attività”. Stando alla struttura locarnese, le misure sono difficili da comprendere non solo per gli operatori del settore ma “anche dal pubblico in generale, che pure ne è coinvolto in prima persona”.

“Nessun contagio ma costretti a chiudere”
“Durante il cosiddetto lockdown della primavera 2020 tutti gli impianti balneari, di wellness e SPA, nonché le palestre di fitness, seguendo le indicazioni dell’UFSP, hanno elaborato dei concetti antipandemia con dei piani di protezione per il proprio personale e per gli ospiti/clienti, limitando anche il numero di accessi a dipendenza degli spazi disponibili, per poterli implementare non appena sarebbe giunto il nulla osta per la riapertura. Alla riapertura di inizio maggio per le palestre e di inizio giugno per i centri balneari questi piani sono stati messi in opera, disciplinatamente seguiti dal personale e più volte controllati dalla polizia. Inoltre, il personale di sorveglianza, sempre presente, è stato istruito ad intervenire nel caso gli ospiti delle strutture non avessero rispettato le regole, chiaramente esposte su grandi cartelloni alle entrate e ben descritte sui vari nostri siti internet. Di fatto, ciò è stato necessario in rari casi”, spiega il presidente Luca Pohl nella lettera. “Solo per quanto concerne la parte pubblica del LidoLocarno, per il personale, gli utenti delle piscine e della palestra fitness, i costi dei piani di protezione ammontano sinora a ben oltre 30’000 franchi ed altrettanti sono certamente stati investiti dai nostri Partners della Termali&Salini e del ristorante BLU. Malgrado non avessimo riscontrato dalla riapertura dopo il lockdown alcun problema e non ci sia stato segnalato alcun contagio contratto nei nostri luoghi e malgrado il nostro impegno, ci siamo visti costretti ad una nuova chiusura, al momento fino al 22 gennaio, se non oltre come già ventilato”, prosegue.

“Investito sulla sicurezza”
L’incoerenza di questa incomprensibile decisione sta, spiega, “oltre nel fatto sopra descritto di aver investito moltissimo per la sicurezza degli ospiti e quella del personale, oltre che nella formazione dello stesso per far fronte al meglio a questa emergenza, soprattutto nel fatto, da sempre noto, che il cloro che utilizziamo per il trattamento dell’acqua e che si diffonde per evaporazione anche nell’aria (per la ventilazione quindi anche nel fitness) è un infallibile abbattitore di batteri e virus”, sottolineano.

“Incoerente”
L’Ufficio federale di sanità pubblica, concludono, “esorta la popolazione a rimanere attiva e l’imposizione di chiusura appare ancora più incoerente dal punto di vista della salute pubblica, Inutile ricordare quanto il confinamento della gente nelle case abbia influito negativamente sulla salute fisica e psichica della popolazione”, concludono.

  • 1