Woodstock: “Sono 250 le persone in quarantena”
Non è ancora terminato il contact tracing del Woodstock: circa il 30% dei nomi è falso o illeggibile
di Teleticino
Woodstock: “Sono 250 le persone in quarantena”
Foto CdT/Gabriele Putzu

“Il numero di persone che abbiamo sulla lista è di 350, un 30% sono irraggiungibili. Allo stato attuale ne abbiamo circa 250 che sono in quarantena”. È questo il primo bilancio del Medico cantonale Giorgio Merlani su un’intensissima giornata di contact tracing dopo il caso di un cliente del Woodstock di Arbedo risultato positivo al Covid-19. La recluta ha fatto il tampone lunedì, la sua positività è stata comunciata ieri alle autorità cantonali. Nonostante il grosso impegno della squadra di tracciamento, però, il lavoro non è ancora finito. “Allo stato attuale dobbiamo chiamare circa ancora un centinaio di persone, un contatto di un contact tracing prende circa 30-45 minuti di lavoro, contattare 250 persone oggi è già stato un grande lavoro, speriamo di riuscire a raggiungerli tutti entro domani”, ha spiegato Merlani a Teleticino.

I nomi falsi

A complicare il lavoro è la lista delle presenze fornita dal locale che mostra qualche problema. “Al momento attuale non siamo riusciti ancora a rintracciare tutte le persone. Alcuni nomi sono illeggibili, alcuni sono finti, i numeri di telefono sono scritti male o non sono riconoscibili. Il 30% circa delle persone sulla lista non corrispondono a dei contatti veri, questo ha rallentato molto il lavoro d’indagine”. Problema che già le autorità zurighesi avevano avuto: “Quello che prevediamo di fare è nel solco di quello che ha fatto già Zurigo, che ha fatto un’esperienza analoga alla nostra, altrettanto negativa, e ha introdotto l’obbligo del controllo del documento e la verifica del numero di telefono”, ha chiarito Merlani.

Gli assenti

Poi c’è chi, per qualche motivo, non era presente sulla lista: “In seguito al comunicato stampa, molti ragazzi hanno telefonato dicendo che erano stati al Woodstock senza aver lasciato il contatto. Bisogna capire se c’è un problema di raccolta dati o se sono i ragazzi che si sono intrufolati. Questo è un problema”, aggiunge il Medico cantonale. “Le indicazioni a livello federale erano quelle attuali, messo alla prova il sistema attuale dimostra di non funzionare”.

Se un mio collega è stato al Woodstock?

“Un contatto di un contatto non è a rischio, perché dev’essere il contatto che sviluppa la patologia e ci mette un po’ di tempo a incubare. Se la persona in quarantena sviluppa sintomi si fa il test, se il test è positivo si ricomincia il gioco dall’inizio, si ricomincia le indagini ambientali e il contact tracing”, ha spiegato Merlani.

Sempre più giovani

Parlando dell’andamento epidemico, Giorgio Merlani ha anche aggiunto come le cose stanno cambiando in Ticino: “Quasi il 90% dei casi positivi degli ultimi giorni sono giovani, i giovani tendono a muoversi di più, ad avere più contatto e a prestare meno attenzione alle norme di igiene e distanza”. E proprio per questo sempre più persone finiscono in quarantena: “Fino a due settimane fa per un caso confermate avevamo due, tre o quattro quarantene, adesso per ogni caso ne abbiamo dieci o quindici o, appunto, 250”.

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