“Mascherine al chiuso, discoteche chiuse”
Il presidente dell’Ordine dei medici commenta la situazione epidemiologica e chiede nuove misure
di Teleticino
“Mascherine al chiuso, discoteche chiuse”
Barbengo, 8 settembre 2015 - Franco Denti nel suo studio medico a Barbengo (FOTO FIORENZO MAFFI)

I dati della pandemia in Ticino continuano a essere positivi. Ma, forse più di prima, c’è chi chiede nuove misure e chi invece non ne vuole altre. Il presidente dell’Ordine dei medici è nel primo gruppo. Ieri sera a Teleticino ha chiesto che sia introdotto l’obbligo delle mascherine nei luoghi chiusi: “Sono più tranquillo, i risultati del Ticino sono frutto del lockdown e delle misure rispettate dai cittadini, ma preoccupano i dati che arrivano dalla Svizzera tedesca e le persone che viaggiano”, ha detto. Secondo lui, le misure non bastano: “Dobbiamo sicuramente ridurre gli assembramenti ed estendere l’obbligatorietà delle mascherine nei luoghi chiusi. È quello che ci manca per completare il circolo della prevenzione”.

Discoteche e pub

Parlando poi dei locali pubblici, Denti ha ricordato il caso del Woodstock, dove una recluta è stata ospite del locale durante una serata particolarmente affollata salvo poi risultare positivo. “È stata un’esperienza abbastanza traumatica. Ci è andata bene, ma credo che le discoteche andrebbero chiuse, così come i pub”.

“Non possiamo permetterci un altro lockdown”

Molte persone, però, si dicono stanche dei limiti e delle imposizioni. “Onestamente dopo due o tre mesi di lockdown, io non pensavo che a qualcuno venisse in mente di viaggiare”, ha risposto Denti. “Mascherine e assembramenti sono misure che tendono a preservare la salute, ma anche l’economia. Non possiamo più permetterci chiusure come quella che abbiamo fatto”.

La responsabilità individuale

“Siamo tutti stanchi. Anch’io vorrei andare tranquillamente in vacanza, però non lo faccio. Come medici abbiamo sconsigliato di recarsi all’estero, ma la gente ci può andare. È la responsabilità del singolo”. Lo sguardo di Denti, però, torna sulle categorie più fragili. “La mia preoccupazione principale va agli anziani, che sono ancora parzialmente isolati dalla realtà affettiva dei famigliari. Questo per me è il vero problema. Rinunciare ad andare in discoteca o in vacanza non credo sia un vero sacrificio”.

Loading the player...
  • 1