Crisi Ucraina: “come evitare malattie contagiose in Svizzera?”
Il Consigliere nazionale Piero Marchesi ha inoltrato un’interrogazione alle Camere federali
Redazione
Crisi Ucraina: “come evitare malattie contagiose in Svizzera?”

Il gran numero di rifugiati provenienti dall’Ucraina mette la Svizzera dinnanzi a sfide epocali, anche in ambito sanitario. Il medico cantonale del Canton Ticino – spiega il Consigliere nazionale Piero Marchesi in un’interrogazione alle Camere federali– ha recentemente inviato una comunicazione a tutti i medici operanti nel Cantone, affinché prestino particolare attenzione a malattie contagiose che potrebbero provocare gravi problemi in ambito sanitario.

Le questioni sollevate da Marchesi
In particolare, Marchesi segnala diversi punti. Tra cui la copertura vaccinale che in Ucraina è tra le più basse in Europa, con il 35% della popolazione vaccinata con due dosi e meno del 2% vaccinato con la dose di richiamo. Le condizioni affrontate durante il viaggio verso la Svizzera e la situazione dell’alloggio, sottolinea Marchesi, in luoghi collettivi, “potrebbero contribuire a generare nuovi focolai”. Tubercolosi (TB) e tubercolosi multi-resistente (MDR-TB) sono due malattie ritenute importante problema di salute in Ucraina, “con un’incidenza di 65 casi per 100’000 abitanti e un tasso di mortalità di 7.3 decessi su 100’000 abitanti. L’Ucraina è uno dei paesi al mondo con la più alta MDR-TB: nel 2019, il 27% dei nuovi casi era multi-resistente. Si rileva inoltre una prevalenza di infezione combinata HIV/TB del 26%, posizionandola tra le più alte in Europa”, spiega Marchesi. Inoltre, si rileva una buona copertura contro la difterite, tetano ed epatite B, “ma contro il morbillo (due dosi) è nettamente insufficiente per prevenire l’emergenza di focolai”. Secondo il Consigliere nazionale “la scolarizzazione di bambini ucraini potrebbe rivelarsi fonte di contagio anche per i bambini svizzeri”. Per quanto riguarda la poliomielite, “la copertura vaccinale varia molto in base alle fasce d’età, essa varia dal 60% al 99%. Una campagna di vaccinazione è iniziata il 1° febbraio 2022, ma risulta interrotta a causa della guerra”. Infine, c’è la questione della rabbia. “Si rileva un alto rischio di rabbia tra cani e gatti. Gli animali domestici trasportati in Svizzera con i rifugiati sono potenzialmente un rischio”.

Cosa fa il Governo?
Per questi motivi, Marchesi chiede al Consiglio federale che azioni ha adottato o intende adottare di concerto con i vari Governi cantonali, “affinché i problemi evidenziati non si rivelino una minaccia per la popolazione residente e fonte di sviluppi che potrebbero mettere in crisi il nostro sistema sanitario”.

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