Sanità
Crescita dei costi della salute, De Rosa: "In Ticino si fatturano troppe prestazioni"
Redazione
9 giorni fa
In vista dell’ennesimo aumento dei premi di cassa malati, il direttore del Dipartimento della socialità e sanità (DSS) Raffaele De Rosa ribadisce in un incontro con i media che in Ticino "si fattura più del necessario ed occorre ridurre il volume di prestazioni". Per questo sono previsti dei tetti massimi per medici e assistenti di cura. E sul preventivo 2025 anticipa: “Non escludiamo altri tagli ai sussidi”.

Per l’anno prossimo si prevede l’ennesima crescita dei premi di cassa malati. Ma cosa sta facendo il Ticino per contenere i costi della salute? Il direttore del Dipartimento della socialità e sanità (DSS) Raffaele De Rosa ha fatto il punto con la stampa: "Abbiamo potuto vedere che alcune indagini a livello nazionale mostrano un’eventuale crescita dei premi del 5-6% per l’anno prossimo. Questo - commenta De Rosa - ovviamente è molto preoccupante, perché va ad aggiungersi alla crescita già del 20% degli ultimi anni". Un sistema giunto forse al capolinea: infatti con l’invecchiamento demografico si prevede che i costi sanitari aumentino di un miliardo all’anno.

I margini del Cantone

Si tratta di una discussione che dovrà tenere banco a livello federale. Nel frattempo, il direttore del DSS ha acceso i riflettori sui margini del Cantone, mostrando quanto ogni categoria incide sul costo totale. Tra queste, il settore ambulatoriale supera il 40%. E un dato che spicca su tutti è che in pochi anni il numero di assicurati che hanno ricevuto trattamenti da più di 11 differenti medici o specialisti è aumentato di quasi il 50%. "Sulla base delle statistiche disponibili a livello federale - spiega De Rosa - si vede che il Ticino dispone di una maggiore densità di fornitori di prestazioni rispetto al resto della Svizzera ed anche delle fatturazioni che sono superiori in diversi ambiti rispetto alla media del Paese".

"Contenere la spesa, ma garantire cure di qualità"

E visto che l’offerta genera la domanda si capisce la necessità d’intervenire laddove si può: dal 2023 i Cantoni hanno la possibilità di negare delle autorizzazioni secondo dei tetti massimi federali, ciò che ha anche portato al blocco di una decina di specialità. Dal 2025, quando la norma diverrà definitiva, non si esclude anche una riduzione. "È importante sfruttare anche questa leva per contenere la crescita della spesa sanitaria e quindi anche dei premi, ma nel contempo dobbiamo poter garantire l’accesso alle cure di qualità e nella giusta quantità a tutta la popolazione", afferma il direttore del DSS. Un principio simile lo si intende applicare nell’ambito delle cure a domicilio. "Qui abbiamo osservato negli ultimi 10 anni il triplicarsi il numero di attori - chiarisce De Rosa - e anche una crescita della spesa del 150% che è quasi il doppio della crescita osservata a livello nazionale".

"Non escludiamo altri tagli ai sussidi"

Il discorso è diverso per lo stazionario dove l’aumento di spesa è molto più contenuto. E questo nonostante, citiamo, la pianificazione ospedaliera, non permetta di chiudere interi ospedali. Per De Rosa, in questo modo si "risponde in maniera adeguata sia all’esigenza di contenere la crescita sanitaria, proponendo anche tutta una serie di concentrazioni nelle specializzazioni, ma mantenendo anche una medicina della prossimità in tutte le regioni". "E speriamo che in autunno si possa andare nel plenum del Parlamento per prendere una decisione anche in questo importante ambito", aggiunge il direttore del DSS. Il Parlamento dovrà verosimilmente esprimersi su un ulteriore ipotesi di taglio dei sussidi di cassa malati. "Attualmente la discussione sul Preventivo 2025 è in corso, quindi il Consiglio di Stato sta facendo tutta una serie di verifiche ed approfondimenti. Non posso escludere che anche in questo ambito, che è diventata la prima voce di spesa del Cantone, si debba purtroppo intervenire", conclude De Rosa.