Crediti a fondo perso: “Uno schiaffo”
A molti piccoli imprenditori come Antonio Cavadini non è andata giù la decisione di destinare aiuti a fondo perso alle società sportive professioniste: “Siamo noi piccoli che teniamo in piedi la baracca”
Redazione
Crediti a fondo perso: “Uno schiaffo”

Mercoledì il Consiglio federale ha deciso di destinare 115 milioni di franchi in crediti a fondo perso allo sport professionistico. Se siano tanti o pochi dipende dai punti di vista, ma la richiesta dei club scaturita nella decisione di ieri comunicata da Viola Amherd a molti piccoli imprenditori è andata di traverso. Un pensiero manifestato sui social anche da Antonio Cavadini, noto ristoratore di Seseglio non affiliato alle federazioni di categoria, che parla di “schiaffo alle piccole imprese” e non solo.

Ai microfoni di Teleticino ha rincarato la dose: “Personalmente mi sento schiaffeggiato perché dare dei soldi a dei professionisti di società che hanno budget milionari non è giusto, soprattutto a fondo perso. Bisogna aiutare le piccole imprese”. “È lì che diventa importante l’aiuto”, continua Cavadini, “perché col prestito Covid del mese di marzo non ci hanno regalato niente, anzi era un prestito abbastanza ridicolo perché dobbiamo pagare gli oneri sociali e il resto sui salari ad orari ridotto. Io sono arrabbiato proprio per questo: che indotto portano questi che ricevono soldi a pioggia? L’indotto lo portiamo noi piccoli che siamo centinaia di migliaia di piccole aziende. Siamo noi che teniamo in piedi la baracca”.

Crediti Covid: “Andati come neve al sole”
Piccole aziende che hanno beneficiato di forme di sostegno come il lavoro ridotto e i crediti Covid, richiesti anche da Cavadini: “Quando ci hanno fatto chiudere a marzo ho chiesto il prestito covid come praticamente tutte le aziende. Il prestito è arrivato subito però il 10% non era neanche un granché: con questi soldi comunque sulla fine del trimestre tutti gli oneri che arrivano da pagare oltre all’avs e oneri per il salario ridotto... il credito è stato come neve al sole, se n’è andato subito”. “A Berna non è che si sono svenati”, continua Cavadini, “non siamo una nazione con migliaia di miliardi di debiti, noi abbiamo gli utili della banca centrale e possiamo stampare la nostra moneta. Ma i soldi lì tengono lì, per far cosa? Per quando? È la nostra generazione che ha creato questo benessere, adesso lì teniamo per il 2050? Non mi sembra giusto”.

Le richieste alla politica
Che risposte chiede alla politica, aiuti simili a quelli dati alle società sportive, più equità, o altro? “Uno appello è quello di fare l’atto, anche simbolico, di abbonare una parte dei crediti Covid. Non dico di consentire di non restituirli tutti, ma almeno una parte, soprattutto alle piccole imprese che al massimo hanno richiesto 40-50'000 franchi. Dicono tutti che siamo dei ‘piangina’ in questo settore ma non è che col nostro lavoro guadagniamo i miliardi”.

Un altro buono per la ristorazione?
Un'altra soluzione positiva, secondo Cavadini, potrebbe essere un altro aiuto sul modello di “gusta il tuo Ticino”, che garantiva uno sconto di 25 franchi a chiunque pagasse almeno 40 franchi in un ristorante ticinese: “Hanno fatto un grande dono alla ristorazione con questi buoni da 25 franchi durante l’estate. A questo punto si potrebbe riproporre questo buono alla popolazione, che è un indotto per tutta la categoria. Abbiamo avuto un ottimo riscontro ed è stata una bellissima idea: tirare i cordoni a Berna e rifarla per favore”.

Ma a questo punto non potrebbero lamentarsi gli altri piccoli imprenditori? Perché la ristorazione sì e gli altri no? “Il buono non va a vantaggio solo dei ristoratori ma anche della popolazione, che ha dovuto fare dei sacrifici. Fa piacere a tutti ricevere un buon di questo tipo, specie perché arriva da quelli a cui abbiamo pagato le tasse”.

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Regazzi: “Non si è dimenticato il resto delle categorie”
Sulle presunte disparità di trattamento è intervenuto il presidente dell’USAM Fabio Regazzi che, al tg di Teleticino, ha voluto sfatare il mito dei club sportivi con “stipendi milionari”. “Complessivamente in Svizzera, solo nell’hockey, ci sono 4000 posti di lavoro, che non comprendono solo i giocator” precisa Regazzi. “In realtà sono delle aziende che creano un indotto importante”. Il Consigliere nazionale ha inoltre ricordato che negli scorsi giorni il Consiglio federale ha emanato un’ordinanza che va nella direzione auspicata dal signor Cavadini. “Questa ordinanza mira a dare un aiuto a fondo perso ai casi di rigore, che riguardano realtà che operano attorno al mondo degli eventi, della ristorazione, dell’albergheria, ecc. Dove c’è una situazione di comprovata difficoltà potranno venire erogati aiuti a fondo perso fino a un miliardo di franchi. Per lo sport sono invece stati messi a disposizione 115 milioni. Quindi non si è dimenticato il resto delle categorie toccate dalla pandemia. Arriverà un aiuto che dovrà passare dai Cantoni e che verrà probabilmente erogato nel corso dei prossimi mesi”.

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