Costi delle cure, “ci sono tanti Davide in Svizzera”
Quella di Davide Leonelli è una vicenda che ci fa aprire gli occhi su un problema presente nella ricca Svizzera: la difficoltà nell’accesso alle cure per motivi finanziari. Bruno Naccini: “Spesso non ci rendiamo conto dell’esistenza di queste persone”
di Teleticino/daco
Costi delle cure, “ci sono tanti Davide in Svizzera”

“Abbiamo valutato medicamenti che potessero funzionare sulle metastasi. La nostra scelta è quindi caduta su un farmaco utilizzato nell’ambito di uno studio clinico aperto solo negli Stati Uniti. È una situazione molto particolare: questo medicinale, essendo parte di uno studio, è di per sé gratuito, ma non è disponibile in Svizzera. E i costi della terapia – presa a carico ospedaliera e spese mediche – sono estremamente alti in America”.

Le parole del dottor Alexandre Christinat, oncologo di Davide Leonelli, portano inevitabilmente sulla delicata questione del costo delle cure mediche. Davide, 19enne affetto da sarcoma, aveva lanciato una raccolta fondi per potersi permettere una costosa cura sperimentale a New York. L’operazione di crowdfunding è stata un successo, con più di 400’000 franchi finora raccolti.

“Ci sono tanti Davide in Svizzera”
Tutti però sappiamo che il prezzo delle cure è salato non solo Oltreoceano. Il dottor Bruno Naccini, presidente della Lega polmonare ticinese, spiega che “ci sono tanti Davide nella nostra società. Spesso però sono silenti e non ci rendiamo conto della loro esistenza”. Casi di questo tipo in Svizzera non sono un’eccezione. “La malattia non risparmia né i ricchi, né i poveri. Molti hanno difficoltà finanziarie. Noi della Lega su questo possiamo aiutare con un contributo, ma possiamo pure essere presenti nel rivendicare dei diritti alle prestazioni sociali, di cui spesso i pazienti non sono a conoscenza. Senza dimenticare il sostegno nelle pratiche per richiedere questi aiuti finanziari”.

Bisogno di attenzione sul tema
La speranza è che la storia di Davide possa aiutare a fare aprire gli occhi su un problema realmente presente, ma spesso ignorato. “Ho sentito che ci sono bambini e adolescenti che hanno versato 5 franchi. È un bell’esempio di generosità e di amore per il prossimo”, afferma sorridendo il dottor Christinat. “La popolazione deve essere solidale con questi malati e aiutarci nell’aiutare loro”, conclude il dottor Naccini.

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