Ticino
Coronavirus e disabilità: "Abbiamo dovuto riorganizzarci"
Claudio Naiaretti, direttore della Fondazione San Gottardo, spiega come gli utenti vivono le limitazioni della loro libertà
La Redazione
Coronavirus e disabilità: "Abbiamo dovuto riorganizzarci"
Coronavirus e disabilità: "Abbiamo dovuto riorganizzarci"

L'emergenza coronavirus ha comportato il cambiamento delle abitudini anche nel settore sociale. Come è stata riorganizzata l'attività nell'ambito dell'accoglienza per i disabili? Radio3i lo ha chiesto a Claudio Naiaretti, direttore della Fondazione San Gottardo.

"Nell'ambito della gestione di persone con disabilità vi sono diversi ambiti di accoglienza" spiega Naiaretti. "C'è il settore residenziale, dove si accolgono le persone nell'ambito della loro vita quotidiana. Poi c'è l'aspetto diurno. In questo caso i laboratori sono chiusi, quindi le persone sono a casa. L'aspetto più problematico è il settore residenziale, dove chi di solito ha una certa libertà e autonomia, si trova un po' recluso". 

Gii utenti come reagisono a questa limitazione della libertà? "Come tutti noi c'è chi riesce a gestirlo meglio, chi soffre un po' di più. La grande sfida è cercare di inventare quelle che possono essere delle attività quotidiane che permettano alle persone che vivono in un contesto abbastanza chiuso di trovare nuovi stimoli e occupazioni. A livello interno, a Casa Don Orione, abbiamo per esempio riorganizzato completamente le giornate. Abbiamo dovuto creare dei gruppi più piccoli, in modo che, in caso di eventuali contagi, si possano contenere in un gruppo limitato di persone. In questi gruppi si lavora molto nell'ambito dell'occupazione giornaliera, con attività svolte solo all'interno, in un contesto protetto, come per esempio giochi da tavolo, yoga, ecc".