Tragedia Mottarone, al via l’incidente probatorio
Gli indagati sono 14, tra cui la società che si occupava della manutenzione dell’impianto. Il capo servizio della funivia: “Finalmente cominciamo a fare accertamenti sulla fune. È una questione che non mi fa dormire”
di Keystone-ATS/MMINO
Tragedia Mottarone, al via l’incidente probatorio

Si apre una nuova fase nelle indagini sull’incidente del Mottarone. A due mesi esatti dalla tragedia in cui sono morte quattordici persone, prende avvio domani l’incidente probatorio sulla funivia. Al centro congressi della Provincia di Verbania con i difensori degli indagati, quattordici in tutto, tra cui la società Ferrovie del Mottarone e la Leitner, la multinazionale che si occupava della manutenzione dell’impianto, ci saranno anche gli avvocati delle parti offese. Una settantina in tutto, tra vittime e loro famigliari, compresi quelli di Eitan, il bambino di 5 anni unico sopravvissuto al crollo.

L’incidente lo scorso 23 maggio, la prima domenica libera dopo le restrizioni per la pandemia. Mezzogiorno era passato da pochi minuti quando è precipitata una delle quattro cabine dell’impianto che dal lago Maggiore sale ai 1.500 metri della vetta della montagna, la N.3. A bordo quindici persone: per tredici di loro non c’è stato nulla da fare, mentre due dei tre bambini sono stati trasportati con l’elisoccorso all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Solo Eitan, che su quella montagna ha perso il fratellino, i genitori e i bisnonni, ce l’ha fatta, e ora si sta riprendendo grazie alle attenzioni e all’amore di zii e cugini.

Domani si inizierà dunque a fissare le prime prove che avranno valore durante il processo. E saranno nominati i consulenti che, per conto dei 14 indagati e della parti offese, lavoreranno con gli esperti nominati dalla procura e dal giudice per le indagini preliminari per far luce sulle cause dell’incidente, sia analizzando l’impianto di risalita, sia la scatola nera e le altre apparecchiature informatiche che potrebbero dare risposte sulle diverse responsabilità.

“Finalmente cominciamo a fare accertamenti sulla fune. È una questione che non mi fa dormire”, ha detto Gabriele Tadini, il capo servizio della funivia, al suo legale, Marcello Perillo, che ha chiesto e ottenuto l’incidente probatorio di domani. Arrestato dai carabinieri nella notte tra il 25 e il 26 maggio su disposizione del procuratore Olimpia Bossi e del pubblico ministero (pm) Laura Carrera, è finito ai domiciliari. Fermati anche Luigi Nerini, titolare delle Ferrovie del Mottarone, ed Enrico Perocchio, dipendente Leitner e direttore di esercizio, Tadini è l’unico ad essere ai domiciliari dopo la decisione del giudice delle indagini preliminari (gip) Donatella Banci Buonamici, di scarcerare gli altri due.

Nel corso degli interrogatori, Tadini ha ammesso di aver inserito il ceppo blocca freno, per ovviare ad alcuni problemi tecnici al freno d’emergenza che rischiava di fermare la funivia. “Ma quel cavo non si doveva spezzare, è inconcepibile. Non riesco a darmi pace”, ha detto al suo difensore parlando del cavo trainante che si è spezzato quando la cabina stava arrivando in stazione, facendola precipitare all’indietro a folle velocità, fino a schiantarsi contro un pilone e a precipitare. Un incidente che non verrà ripetuto, come chiedeva l’avvocato Perocchio: il gip di Verbania, Elena Ceriotti, ha detto di no alla simulazione. Anche perché per poterla fare si dovrebbe essere a conoscenza di tutti i dettagli, quelli che l’incidente probatorio cercherà di chiarire da domani.

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