"Condizioni assurde alla Farera, cosa si è fatto?"
L'avvocato Gianmaria Bianchetti: "Fatturiamo i costi di giustizia agli Stati da cui provengono i criminali"
Redazione
"Condizioni assurde alla Farera, cosa si è fatto?"
"Condizioni assurde alla Farera, cosa si è fatto?"

Prosegue il dibattito sulle condizioni di detenzione presso il carcere gudiziario della Farera. Dopo la presa di posizione dell’avvocato e consigliere comunale bellinzonese Tuto Rossi (UDC) sul caso del 67enne ritrovato ieri senza vita in cella, anche il collega luganese Gianmaria Bianchetti ha voluto esprimersi sul tema.

“Caro Tuto, da quanti anni noi avvocati, professionalmente attivi nel settore del diritto penale, siamo stati confrontati con questa problematica della carcerazione preventiva e delle sue assurde condizioni che violano sistematicamente le chiare norme della CEDU? - ha scritto su facebook Bianchetti, che è anche consigliere comunale leghista a Lugano - Cosa si è fatto, da allora, per risolvere o ovviare a questa incresciosa situazione? Nulla. Proprio nulla”.

Bianchetti auspica che il dibattito possa sfociare in un intervento del Gran Consiglio: “Ben venga la tua riflessione affinché i nostri Gran Consiglieri possano iniziare ad affrontare il problema e trovare in tempi brevi pratiche e lungimiranti soluzioni. A quando il nuovo Penitenziario Cantonale? “

In conclusione, l’avvocato luganese espone una possibile soluzione. “Lancio una proposta: fatturiamo i costi di giustizia e quelli di carcerazione ai Governi degli Stati esteri dai quali provengono i detenuti... Lo sai a quanto ammonta, percentualmente, la presenza di detenuti stranieri alla Stampa? E i costi, quelli, a quanto ammontano?”