“Con noi il Cantone investe bene i suoi soldi”
Gabriele Gendotti, presidente degli impianti di Carì, esprime soddisfazione per l’approvazione del credito di 5,6 milioni per la manutenzione . “Questi sussidi sono un investimento”
di Teleticino/daco
“Con noi il Cantone investe bene i suoi soldi”

Ieri il Gran Consiglio ha approvato un credito di 5,6 milioni per la manutenzione degli impianti di risalita di Airolo, Bosco Gurin, Campo Blenio, Carì e Nara. La decisione del Parlamento porta il sorriso nelle alte valli del cantone. Lo conferma Gabriele Gendotti, presidente di Nuova Carì, intervenuto in diretta a Ticinonews.

“Il risultato è più che soddisfacente. Sono un po’ meno contento però di alcuni commenti che ho sentito, così come dell’estenuante iter da ripetere ogni quattro anni per la concessione del credito, quasi come fossimo dei pezzenti. 5,6 milioni su quattro anni approvati dal Parlamento significano 1,4 milioni all’anno spalmati su cinque stazioni: è veramente “quantité négligeable”. Se facciamo un paragone con quanto si investe nella mobilità, l’importo votato oggi (ieri, ndr) corrisponde alla manutenzione di tre rotonde”.

Caprara ha affermato che il credito non è “una cambiale in bianco”. Come reagite?
“Fatico a comprendere queste considerazioni. Le società di gestione degli impianti cercano di fare quadrare i conti e alcuni di noi ci riescono. A Carì, negli ultimi quattro anni per tre volte abbiamo chiuso in avanzo. Se è vero che ogni franco di sussidio ne genera 14 di indotto, il Cantone investe bene i suoi soldi. Dopotutto, creiamo opportunità e posti di lavoro: questi sussidi sono un investimento. Inoltre, questo credito non finanzia la gestione corrente, ma solo la manutenzione degli impianti. Si tratta quindi anche di un investimento sulla sicurezza ed è un dovere garantirla”.

Durante il dibattito è stata sottolineata la necessità di maggiore collaborazione fra gli impianti. Christian Vitta ha ribadito che le sinergie sono ancora un punto debole. Non riuscite a collaborare? Solo alcuni anni fa si parlava ancora di “Inverno in tasca”.
“Noi cerchiamo di collaborare. L’anno scorso, per esempio, tutti i gestori degli impianti si sentivano alla domenica sera per fare il punto della situazione e per cercare soluzioni comuni. Possiamo provare a migliorare la collaborazione, anche portando avanti l’idea di “Inverno in tasca”, o quantomeno di un pass valido in tutti gli impianti ticinesi”.

Lei ha parlato di pass. Qual è la sua opinione sul Covid Pass sulle piste da sci? Condivide la volontà di Funivie svizzere di non richiederlo per usufruire degli impianti di risalita?
“L’anno scorso, senza certificato, siamo riusciti a gestire bene la presenza degli sciatori. Quella di Funivie svizzere è una decisione che va nella giusta direzione. L’ultima parola spetta però a Berna”.

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