Come stanno api e apicoltori ticinesi?
Dopo un inizio di primavera difficile, delle buone fioriture di castagno e di tiglio hanno aiutato api (e apicoltori) a riprendersi
di Teleticino
Come stanno api e apicoltori ticinesi?
Foto CdT/Zocchetti

Il pazzo clima di quest’anno ha causato danni anche all’apicoltura. Ad avere visto una sensibile riduzione nella produzione di miele è soprattutto il versante nordalpino. Ai microfoni di Teleticino, il presidente degli apicoltori ticinesi Davide Conconi conferma che Oltregottardo “il raccolto di miele è stato bassissimo”. Un po’ migliore la situazione da questo lato delle Alpi: dopo una primavera complicata, nella quale è quasi andato perso il raccolto di miele d’acacia, “col castagno e il tiglio, che hanno fioriture più tardive, mi pare che stiamo andando verso un’annata quasi normale”. Per tirare delle conclusioni definitive è però ancora presto, perché in Ticino le smielature avvengono un po’ più tardi che nel resto del paese.

Nettare azzerato dalle gelate tardive
Le difficoltà maggiori per le api – e quindi per gli apicoltori – sono state causate da “gelate tardive che hanno di fatto azzerato la produzione di nettare, tanto che si è persino dovuto nutrire artificialmente le api, per evitare che le colonie perissero”, spiega Conconi. Con il miglioramento delle condizioni meteorologiche durante la primavera, le api si sono riprese e hanno iniziato anche ad allevare delle regine, che hanno contribuito a ripopolare le colonie che si erano sguarnite durante l’inverno.

Prezzo sostanzialmente invariato
Le perdite subìte dagli apicoltori potrebbero portare a un aumento dei prezzi del miele nostrano? Davide Conconi non crede: “il prezzo del miele dipende da molti fattori, quali certificazioni, qualità e anche confezione. Non credo che in Ticino ci sarà un aumento eccessivo del prezzo del miele. Confidiamo in un 2022 migliore in cui recupereremo le perdite di quest’anno”.

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