Cliniche private, niente tampone obbligatorio
Se l’EOC ha inasprito le misure per scongiurare focolai, Ars Medica e Sant’Anna per ora mantengono i propri protocolli. Camponovo: “Nessun positivo nelle nostre strutture”
di teleticino/ls
Cliniche private, niente tampone obbligatorio

L’EOC ha deciso di introdurre nuove misure restrittive per evitare il rischio di contagi nelle strutture ospedaliere: tampone obbligatorio per i pazienti elettivi e ricoverati d’urgenza, nonché un maggiore distanziamento dei letti tra pazienti degenti. Anche le cliniche private seguiranno questo esempio? Finora, spiega Claudio Camponovo, direttore sanitario di Ars Medica, non si sono registrati casi positivi o focolai nelle strutture di Ars Medica e alla Clinica Sant’Anna. E per ora l’approccio non cambierà per quanto riguarda i tamponi, anche se Camponovo condivide la scelta intrapresa dell’EOC. “Non c’è un evidenza scientifica su cosa è meglio fare e si possono avere strategie differenti” spiega il direttore sanitario ai microfoni di Teleticino. “Per l’EOC bisogna tenere conto che ha una casistica molto più complessa rispetto alla nostra, con più urgenze, pazienti e personale. Noi investiamo sull’informazione del paziente, sul triage e sulla visita del paziente prima di fare un tampone. Eseguiamo il tamponare solo dove abbiamo il minimo sospetto. Non vogliamo andare a intasare il sistema che è già sovraccarico”.

“In Ars Medica”, prosegue Camponovo, “abbiamo la fortuna di avere pazienti elettivi, quindi riusciamo a vederli 10-15 giorni prima e abbiamo tutto il tempo per seguirli. Ai pazienti consegniamo un documento da leggere, dove c’è scritto come comportarsi al minimo segno di sintomi o dubbi. A quel punto decidiamo se fare il tampone o meno. Anche a Sant’Anna si è molto attenti al paziente: c’è qualche paziente urgente in più (per esempio nei reparti di ostetricia, chirurgia viscerale o oncologia), ma il pensiero è lo stesso”.

Visite già bloccate
Per quanto riguarda le visite, queste sono già bloccate. “I pazienti non possono avere visite fino al quinto giorno di degenza. Poi si valuta. I nostri pazienti hanno comunque una durata di degenza breve, sicuramente meno dei casi complessi che possono avere all’EOC. Quindi è un problema relativo. Poi se ci fosse il caso particolare, come un minorenne, una soluzione la troviamo. Ma di principio le visite sono bloccate e i pazienti lo sanno già prima. Non abbiamo avuto problemi particolari”.

Più attività nelle due cliniche con la chiusura di sale operatorie in altre strutture
Per quanto riguarda il lavoro nelle cliniche di Ars medica e Sant’Anna, le attività sono aumentate con la chiusura di sale operatorie in altre strutture. “In accordo con gli attori della sanità cantonale, si è deciso che rimaniamo covid-free”, precisa ancora Camponovo. “Siamo una struttura pulita e abbiamo preso l’attività della clinica Moncucco. I chirurghi vengono da noi a operare i propri pazienti. Stessa cosa vale per l’ente ospedaliero, che manda alcuni chirurghi a operare nelle nostre sale operatorie. Al momento quindi abbiamo un aumento di attività per far fronte alla chiusura di altre sale operatorie. Ma siamo pronti ad andare aiutare la dove c’è bisogno. Durante la prima ondata”, ricorda Camponovo, “non potevamo operare, quindi il team infermieristico e di anestesia è andato a Locarno e a Moncucco. Ora siamo tutti presenti in clinica. Ma siamo pronti a spostarci al momento opportuno”.

Santa Chiara: “Tamponi a tutti i pazienti già nella prima ondata”
Non tutte le cliniche adottano però le stesse prassi. La Clinica Santa Chiara di Locarno ci ha infatti informato che nella loro struttura è eseguito il tampone a tutti i pazienti entrati, in degenza o per interventi ambulatoriali durante entrambe le fasi critiche dell’epidemia, ovvero dal 16 Marzo al 30 giugno e dal 15 Ottobre in poi. Secondo la Direttrice Daniela Soldati “hanno permesso, certo con costi elevati ma secondo noi ben spesi, di evitare focolai sia nei piani di degenza che nel personale”, con meno dell’1% dei pazienti risultati positivi durante le degenze, dato che secondo la clinica corrisponde perfettamente con il dato dei falsi negativi del Tampone PCR.

Al tampone sono state associate anche altre misure a protezione di pazienti e dipendenti, dalla creazione di uno specifico reparto “di isolamento” dove i pazienti in ingresso nei reparti di lunga degenza restano fino all’ottenimento del tampone, oltre a una sala operatoria apposita per i casi di emergenza dove non è stato possibile ottenere per tempo il risultato del test.

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