Cinestar, scattano i primi licenziamenti
I sindacati sono in contatto con la proprietà per trovare una soluzione. Fonio. “Situazione delicata”
di teleticino/ls
Cinestar, scattano i primi licenziamenti
Foto Gabriele Putzu

Il mondo della cultura soffre a causa dei limiti numerici imposti a livello cantonale. I costi di gestione spesso non permettono di tenere aperti teatri e cinema per sole 30 persone. È così che arrivano prime brutte notizie dal fronte occupazionale. Come anticipato stamane dal Corriere del Ticino, il Cinestar di Lugano ha deciso di lasciare a casa un terzo dei suoi 15 dipendenti. Ora i sindacati sono alla ricerca di una soluzione con la proprietà. “La situazione è estremamente delicata” conferma il sindacalista Giorgio Fonio (OCST) ai microfoni di Teleticino. “La pandemia o le decisioni a essa legate hanno portato alla chiusura delle sale e a una importante riduzione, che si è tramutata in una riduzione del personale tramite delle disdette del rapporto di lavoro”.

Il personale è naturalmente preoccupato in questa fase delicata, aggiunge Fonio. “Stiamo cercando di dare supporto alle lavoratrici e ai lavoratori in un momento difficile. È proprio per questo che sono state messe in campo misure straordinarie di sostegno per garantire l’occupazione, penso per esempio alle indennità per lavoro ridotto e alla loro estensione. È una misura fatta anche per dipendenti non a tempo pieno o che non hanno un’occupazione fissa. Il nostro scopo è quello di sensibilizzare le aziende nel trovare quelle soluzioni che possano evitare di mettere in difficoltà dei dipendenti che, di per sé, sono già precari nella propria attività. Il rischio è che le conseguenze di questa crisi le inizino a pagare in maniera più importante quelle fasce della popolazione che già oggi soffrono all’interno della nostra società”.

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