
“Le critiche non arrivano solo al Consiglio federale, ma anche al Consiglio di Stato. Questa crisi è molto più lunga rispetto alla prima ondata. Siamo entrati nel terzo mese della seconda ondata e ci attendono ancora due mesi e mezzo fino alla fine di marzo. La difficoltà è la lunghezza e la durata. Diventa difficile per la popolazione supportare e sopportare misure di restrizione e trovare il giusto equilibrio tra libertà e restrizioni, con vari interessi in gioco. Da una parte c’è l’appello dei sanitari per maggiori restrizioni, dall’altro una parte della popolazione che vuole le proprie libertà. In queste situazioni essere al centro come autorità politica è l’aspetto più difficile. Siamo chiamati a ponderare tutti gli elementi e avere una visione d’insieme”. A parlare è il presidente del Governo Norman Gobbi ai microfoni di Teleticino, dopo la presa di posizione odierna del Consiglio di Stato, che in sostanza appoggia la proroga delle misure fino al 28 febbraio, così come previsto dal Consiglio federale (una decisione in merito è attesa il prossimo mercoledì).
Chiesti aiuti
Gobbi non esprime giudizi sull’operato del Consiglio federale (“questo spetta agli elettori”), ma tiene a precisare che come Consiglio di Stato sono state chieste misure di sostegno economico “mirate e celeri” nel caso si decida per un prolungamento delle chiusure per la ristorazione, i centri fitnress, la cultura o altri settori. “In gioco non ci sono solo attività economiche, ma soprattutto posti di lavoro, che potrebbero essere persi per sempre”.
Riflettori puntati sui commerci
Nella sua presa di posizione odierna, il Governo non sembrerebbe contrario a un ulteriore inasprimento delle misure, come la chiusura dei commerci non essenziali. Gobbi però mette i puntini sulle “ì”. “Se questa misura verrà presa a livello federale porterà sicuramente a degli effetti. Crediamo tuttavia che le misure sin qui adottate siano già sufficienti. In Ticino le misure sono più restrittive rispetto ad altri Cantoni, proprio perché siamo un Cantone molto esposto”.
In calo i contagi, ma alto il numero di ospedalizzazioni
Riguardo alla situazione epidemiologica in Ticino, il Consiglio di Stato ha sottolineato la diminuzione dei contagi del 19% rispetto a settimana scorsa. Una diminuzione dovuta molto probabilmente alle misure messe in vigore il 22 dicembre e al rallentamento delle attività lavorative durante il periodo natalizio. “Il periodo natalizio, che corrisponde a un rallentamento generale delle attività lavorative, ha consentito di ridurre il numero di contagi” evidenzia Gobbi, secondo cui questa settimana sarà importante capire “se si è trattato solo di un trend”. “Il dato di oggi (61 contagi) è il dato più basso da diverse settimane, ma preoccupa l’alto numero di ospedalizzati e persone in cure intense. Sono aspetti che vanno considerati”.
Il problema degli assembramenti sui mezzi pubblici
Il Consiglio di Stato ha inoltre ribadito la richiesta di proporre delle misure per ridurre la concentrazione di persone nei mezzi pubblici. “È uno degli elementi più critici. Si cerca di incentivare il telelavoro, ma il problema rimangono gli orari di punta, ci vorrebbero delle misure di accompagnamento. È un tema che finora non ha trovato una soluzione pratica, ma è importante tematizzarlo”.
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