Certificato Covid al lavoro, come funziona?
La Confederazione prevede la possibilità dei datori di lavoro di richiedere il Covid pass in specifici casi. Quali sono questi casi? Il lavoratore può fare qualcosa se non è daccordo? L’abbiamo chiesto all’avvocato Christopher Jackson
di Teleticino/MJ
Certificato Covid al lavoro, come funziona?

C’è ancora una certa confusione per quanto riguarda l’utilizzo del certificato Covid sul posto di lavoro. Quando si può richiederlo, e per quali ragioni? Un datore di lavoro può discriminare tra vaccinati e non vaccinati? E se dovessero essere imposti, chi paga i test? Ticinonews ha intervistato Christopher Jackson, avvocato ed esperto del diritto del lavoro, per porgli le domande più frequenti.

Quali sono le regole oggi nelle aziende?
“Dal 9 di settembre l’Ordinanza Covid ha permesso la possibilità del datore di lavoro di chiedere al lavoratore se è in possesso o meno del certificato Covid. Questo significa che il lavoratore ha l’obbligo di comunicarlo se questo è richiesto”.

Che margine di manovra ha il datore di lavoro?
“Il datore di lavoro, se rende obbligatorio il certificato Covid, deve dimostrare che questo sia necessario. Questo si applica in primo luogo nei posti di lavoro dove si è in contatto con persone a rischio e dove non è possibile evitare il rischio di contagio adottando delle misure alternative, legate al distanziamento sociale, mascherine e quant’altro”.

Quali informazioni può richiedere il datore di lavoro?
“Il datore di lavoro come detto ha il diritto di chiedere se il lavoratore sia in possesso del certificato Covid e da questo gli è ovviamente possibile sapere se questi è vaccinato, guarito o se ha effettuato un tampone. Quello che l’ordinanza prevede specificamente è che il datore di lavoro non può discriminare sulla base del motivo che ha portato al certificato, quindi non può discriminare tra chi è vaccinato e chi per esempio ha effettuato un tampone”.

Quali obblighi ha il dipendente?
“Laddove il datore di lavoro imponga l’obbligo del certificato Covid, se questo è giustificato, il lavoratore ha l’onere in ossequio ai doveri di fedeltà e diligenza del Codice civile, ha il dovere di portare un certificato Covid valido al datore di lavoro”.

E se il dipendente non fosse daccordo?
“Se il dipendente ritenesse che questo obbligo non sia giustificato, per esempio perché non richiede situazioni particolarmente a rischio, ha il diritto di opporsi a esibirlo. Qualora questo rifiuto fosse però indebito rischia una serie di richiami e rischia anche di andare incontro a un licenziamento. Se il licenziamento dovesse essere ingiustificato questo è però contestabile in sede giudiziaria”.

Questione costi: chi paga i test?
“Dipende se sono i test a tappeto o i test singoli. Se sono test a tappeto questi sono ancora sostenuti dalla Confederazione nell’ambito dei piani di protezione per le aziende, se sono test singoli, ordinati dal datore di lavoro, paga il datore di lavoro”.

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