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Politica
Caverzasio lascia il Gran Consiglio: "Quella di oggi è una politica cantonale un po' più urlata"
Redazione
un giorno fa
Ticinonews ha incontrato il granconsigoliere leghista uscente Daniele Caverzasio per conoscere i motivi dietro alle sue dimissioni dal Gran Consiglio dopo ben 15 anni.

"Stare a metà non è mai stata un’opzione. Non è stanchezza. È rispetto. Rispetto per il mio lavoro e per l’impegno a Mendrisio, che oggi chiedono tempo, attenzione e continuità"; con queste parole Daniele Caverzasio, granconsigliere leghista, ha annunciato la sua decisione di lasciare il Gran Consiglio dopo quindici anni. Ticinonews lo ha incontrato per approfondire motivi e modalità della decisione annunciata oggi. 

Una decisione personale, non legata a questioni politiche

I motivi della scelta sono personali, spiega Caverzasio. "Non sarebbe nel mio carattere farmi influenzare da eventi esterni." Tra i motivi della scelta figurano piuttosto aspetti "di responsabilità", legati al doppio ruolo di granconsigliere e municipale di Mendrisio. "Le cose a metà lasciano il tempo che trovano. In questo momento le cariche cominciano a essere molte", prosegue. Sebbene la scelta arrivi in un momento particolare per la Lega, alle prese con il caso Hospita e con un calo progressivo di seggi, la decisione non è da ricondurre a motivi politici. D'altra parte, secondo il deputato uscente, il movimento di via Monte Boglia deve fare "una riflessione per capire quale sarà il futuro" del partito.

"Una politica più urlata", ma anche fatta di collaborazione e contatto con la popolazione

Caverzasio vede inoltre una politica cantonale cambiata negli ultimi quindici anni. "Vedo una politica un po' più urlata e meno di approfondimento, dove si fa un po' più a gara a chi grida di più". Ricercare un consenso politico a livello cantonale diventa sempre più complicato secondo il municipale Momo, anche in ragione del numero maggiore di partiti in parlamento. Il rischio è quello di "non arrivare a concretizzare quelle idee". In ogni caso il granconsigliere uscente porta con sé la collaborazione di colleghi e colleghe, come anche "il contatto col paese, quello che più sta a cuore, e che continuerò a mantenere, magari in un'ottica un po' più ristretta, ma che comunque perseguirò".