Campi da golf chiusi, ecco l’interrogazione
«Il golf è tra le attività meno a rischio tra quelle permesse», affermano i firmatari.
Redazione
Campi da golf chiusi, ecco l’interrogazione
fotogonnella

In seguito alla chiusura dei campi da golf patriziali di Ascona e Losone, intimata dalla Polizia negli scorsi giorni, il gruppo UDC in Parlamento ha inoltrato un’interrogazione al Governo, chiedendo lumi sui motivi di quanto avvenuto.

«Ci rivolgiamo a voi per un chiarimento necessario in merito alle misure che recentemente sono state prese dalla Polizia nell’ambito del rispetto delle normative Covid-19. Il 18 febbraio scorso un blitz di Polizie comunali e cantonale ha bloccato le attività dei golf in Ticino, ordinando l’immediata chiusura, i dirigenti sono stati interrogati in qualità di imputati in un procedimento penale (come i delinquenti comuni, con diritto di non rispondere e di avvalersi di un avvocato) e sono stati registrati i dati dei pochi fruitori presenti».

«È emerso che gli agenti agivano sulla base di istruzioni contenute nella Pocked Card su cui figurava che i campi da golf dovevano essere chiusi.

Ora, il testo aggiornato il 18 dicembre 2020 dal Consiglio federale dell’Ordinanza Covid-19 emanata il 19 giugno 2020, all’art. 5d cpv. 1 lett. b cifra 1 (tuttora immutato e in vigore), quali eccezioni al divieto prevede la pratica dello sci e di altre attività su terreni all’aperto». Sappiamo che un funzionario federale - dopo mesi di attività indisturbata - ha inviato una mail a SwissGolf con cui interpretava la regola sopra citata e concludeva che lo sport del

golf non può essere praticato, in quanto i campi sono recintati».

«Siamo certi - scrivono i firmatari - che il golf è tra le attività meno a rischio (probabilmente la meno a rischio) tra tutte quelle permesse. Infatti, i giocatori (in gruppi da 4) si trovano spalmati su un terreno che spazia dai 330’000 ai 550’000 metri quadrati, con ristoranti, spogliatoi e Clubhouse chiusi. Sostenere che non si possa praticare perchè la struttura è recintata è una vera assurdità».

«Purtroppo, il messaggio passato attraverso i media è che la chiusura fosse dovuta a dei focolai di pandemia arrecando un grave danno ai club ticinesi e all’immagine del turismo del nostro cantone».

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