“Basta propaganda, più alfabetizzazione digitale”
Alessandro Trivilini, esperto di nuove tecnologie, non usa mezzi termini per l’app SwissCovid. “Io non l’ho scaricata, le paure sono giustificate”
Redazione
“Basta propaganda, più alfabetizzazione digitale”

In molti non hanno scaricato l’App della Confederazione per il tracciamento dei contatti SwissCovid. C’è chi non la scarica perché non la ritiene importate e chi perché ha timore. Di cosa? Della privacy e del furto dei dati. Alessandro Trivilini, docente-ricercatore in tecnologie innovative della SUPSI, ha espresso il suo punto di vista sulla questione durante il TgEstate di Teleticino.

“La fiducia non si può imporre”
“Le paure sono giustificate perché la fiducia si conquista tra le persone e non si può imporre”, afferma. “Questa stessa tecnologia ha portato gli stessi risultati fallimentari anche nei Paesi vicino al nostro, nessuno infatti ha raggiunto il 60% del coinvolgimento delle persone”.

“Dalla propaganda all’alfabetizzazione”
Secondo Trivilini il metodo non è quello giusto: “Dobbiamo fare un cambio di marcia, dobbiamo passare dalla propaganda ‘devi installarla’ all’alfabetizzazione digitale che spieghi i benefici di questa tecnologia”.

Da Berna, però a più riprese è stato ribadito che l’applicazione SwissCovid è sicura e su questo è d’accordo anche Trivilini. Però “le persone comuni, a quelle che non conoscono la materia non basta dire che la questione della privacy è risolta visto che si utilizza già Facebook”. La differenza, dunque è nel concetto più generale di questo tipo di applicazione. “È un’applicazione di Stato e le persone sono prudenti. Paradossalmente danno più fiducia a Facebook rispetto a un nuovo paradigma che non c’è mai stato nel nostro paese”.

“Esercizio fallimentare”

L’errore quindi sarebbe nella comunicazione e per questo “l’esercizio diventa fallimentare”. “Io non l’ho installata, ma non perché non credo nell’app – spiega l’esperto – ma l’imposizione dall’alto verso il basso non ha senso”. “È fallita perché le persone non sono state preparate a capire, a comprendere questo tipo di potenzialità”. E aggiunge: “Sarò pronto a farlo nel momento in cui verrà cambiato il tono della musica”.

Nuovo paradigma di fiducia
La popolazione quindi dovrebbe essere preparata ad accogliere le tecnologie digitali nella propria vita quotidiana. “È necessario costruire un paradigma di fiducia e creare dei punti di incontro con esperti che possano spiegare alle persone i benefici di questa applicazione. Bisogna investire soldi per promuovere i benefici”, sottolinea Trivilini.

Sia giovani, sia over60
Il problema della fiducia nei confronti di SwissCovid non è solo degli over60, ma è più una questione transgenerazionale. Da una parte, alle persone poco preparate bisogna spiegare i benefici di questa applicazione, dall’altra ai giovani “bisogna spiegare che non è una applicazione di stato finalizzata alla sorveglianza delle persone”.

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