Bandiera arcobaleno sui municipi, è polemica
La richiesta ai Comuni di esporre il vessillo è stata presentata dal comitato a favore del matrimonio per tutti. Solo Arogno e Locarno hanno risposto affermativo, ma la decisione suscita discussioni
Redazione
Bandiera arcobaleno sui municipi, è polemica
Immagine CdT

“I Comuni ticinesi espongano la bandiera arcobaleno”. La richiesta era stata formulata da Lisa Boscolo, responsabile ticinese della campagna a favore del matrimonio per tutti. L’obiettivo dell’azione sarebbe stato quello – nelle parole della coordinatrice alla Regione – di “mostrare simbolicamente il sostegno a una società più egualitaria” (schierandosi però così apertamente a fianco dei sostenitori della modifica di legge al voto). All’appello di Boscolo hanno risposto positivamente solo due Comuni: Arogno e Locarno.

Scherrer convinto della scelta
Al Corriere del Ticino, il sindaco di Locarno Alain Scherrer ha dichiarato di avere voluto esporre il vessillo “perché intendiamo incoraggiare chi in tutti questi anni si è battuto e continua a battersi contro ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale delle persone”.

La lettera dell’ex municipale
La decisione del Municipio ha sollevato più dubbi. Ad alcuni cittadini non è andato giù che l’Esecutivo prendesse apertamente posizione su un referendum, carico di questioni ideologiche e di principio, sul quale sarà il popolo ad avere l’ultima parola. Fra le voci critiche più significative c’è quella di Aldo Baronio: in una lettera al Municipio di Locarno, l’ex consigliere comunale e municipale liberale radicale si è detto “sconcertato” dall’esposizione della bandiera arcobaleno sulla facciata di Palazzo Marcacci. “Indipendentemente dalla mia opinione sul voto – scrive Baronio – è inaccettabile che la Città e per essa il suo Municipio si schieri a favore di una votazione, mancando di totale rispetto ai cittadini. Inoltre, questo comportamento potrebbe facilitare la richiesta di esporre striscioni o simboli in futuro”.

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