“Autunno, prepariamoci a una nuova normalità”
Giorgio Merlani commenta i nuovi allentamenti negli ospedali e commenta la situazione epidemiologica migliorata, in attesa dell’autunno dove gran parte della popolazione sarà vaccinata. Ma la pandemia, sostiene, lascerà delle tracce
di Teleticino/MJ
“Autunno, prepariamoci a una nuova normalità”

Il Dipartimento sanità e socialità ha comunicato giovedì un ulteriore allentamento, deciso dall’ufficio del medico cantonale: non sarà più obbligatorio presentare un test antigenico negativo per poter far visita negli ospedali del Cantone. Inoltre, chi si trova in degenza, potrà ricevere due ospiti invece che uno. Questa direttiva è stata implementata “in seguito all’andamento epidemiologico positivo (con un solo ricoverato in tutto il Ticino, ndr) e all’ottima adesione alla campagna di vaccinazione da parte della popolazione”. Teleticino ne ha discusso con il medico cantonale Giorgio Merlani: “Penso che l’andamento epidemiologico sia sotto gli occhi di tutti e dobbiamo progressivamente adattare la vita a questo andamento. Dall’altro lato anche l’adesione alla vaccinazione di personale, pazienti e popolazione aumenta e questo riduce il rischio di circolazione del virus. Conosciamo bene i mezzi di protezione, le barriere, le mascherine e l’igiene e abbiamo ritenuto di fare questo passo per poter dare un po’ più di normalità e non dover subordinare a ogni singola visita a un tampone. Coscienti che dobbiamo tenere bene sott’occhio cosa succede visto che in altri paesi del mondo la situazione ondeggia, soprattutto con le nuove varianti”.

È immaginabile pensare a un allentamento nei propri comportamenti, mollando magari un po’ il freno?
“Su questi aspetti bisogna ancora attendere un po’, gran parte della popolazione sotto i 45 anni non è ancora vaccinata. I vaccini sono aumentati e sono disponibili ma ci vuole tempo, quindi bisognerà aspettare ancora un po’ per avere una popolazione normale vaccinata in maniera adeguata, riducendo il rischio di circolazione del virus. Noi aspettiamo che le indicazioni ci confermino definitivamente che due persone completamente vaccinate possano incontrarsi senza mascherina, cosa che potrebbe arrivare a breve. Il resto più in là”.

Parlando anche in prospettiva dei campionati europei... immagino che da parte sua l’invito sia sempre a una certa prudenza.
“Assolutamente. Ho appreso con dispiacere, come cittadino, ma con piacere come medico cantonale che molti comuni non hanno dato il permesso di accendere i maxischermi la sera. Queste situazioni di aggregazione, piacevoli ma ancora un po’ pericolose, fanno sì che sia meglio continuare a goderci gli europei dietro a schermi più piccoli e con un numero minore di persone, in attesa di essere più vaccinati e tornare alla normalità più in là, nel corso dell’anno”.

So che è difficile fare dei pronostici, ma è verosimile immaginare un autunno con una relativa normalità, magari con gran parte della popolazione vaccinata?
“Penso si tornerà a una certa normalità ma sarà una normalità nuova, qualcosa comunque questa pandemia ha insegnato. Io penso per esempio che in casa anziani e negli ospedali anche quando sarà dichiarata finita la pandemia non si entrerà in massa e senza alcun tipo di controllo. Le persone con sintomi saranno comunque più attenti, vista la possibilità di diffondere il contagio. Secondo me ci sarà gente che circolerà sui mezzi pubblici anche in futuro mantenendo la mascherina, anche quando questa non sarà più obbligatoria. Credo dunque ci sarà una vita più normale ma con una nuova normalità cui ci si è abituati come in passato: norme d’igiene come lavarsi le mani prima di mangiare sembrano cose normali che non viviamo più come una limitazione ma che fino a un secolo fa non veniva in mente a nessuno di fare”.

C’è stato l’ok di Swissmedic per il vaccino dai 12 ai 16 anni. Si procederà in questo senso o anche qui è prematuro?
“L’autorizzazione è stata data, ora c’è anche un problema di tempistica, visto che devono essere vaccinate le categorie più a rischio, specie per l’età. A quel punto sarà offerto anche agli adolescenti. Si sta ancora discutendo quale sia modalità migliore di offrire questo vaccino: raccomandare? Lasciare la libera scelta? Questo compito tocca alla Commissione federale delle vaccinazioni che darà le sue raccomandazioni che esistono già per le vaccinazioni che conosciamo adesso. Questa valutazione non è ancora stata completata”.

Oggi, 10 giugno, il medico cantonale si sente un po’ più sereno rispetto al passato?
“Assolutamente sì, sarebbe folle dire di no. Il Governo ticinese ha sempre usato il paragone del passo del montanaro, lo riprendo per dire che quando si va in montagna bisogna sempre stare attenti che il maltempo può arrivare da un momento all’altro. Quindi sì, godiamocela, ma sempre guardinghi”.

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