
I boschi della sponda destra della Valle di Arbedo hanno ormai gravi carenze nella loro funzione protettiva. Il Consiglio di Stato ha così deciso di mettere mano alla zona, licenziando un messaggio relativo a un progetto da circa 5 milioni e mezzo di franchi che si svilupperà sull’arco di 15 anni. Se non si interviene entro questo lasso di tempo, rischiano di verificarsi grossi crolli di piante – ci spiega Francesco Hees, forestale del Dipartimento del territorio. “Vuol dire 50 o 100 piante che cadono insieme e che creano dei rotolamenti di sassi, piuttosto che delle erosioni che creano dei piccoli o medi smottamenti”.
Un progetto a protezione dell'abitato
In effetti, ricorda il cantone, questi boschi svolgono un ruolo fondamentale nella protezione dell’abitato e delle infrastrutture di Arbedo. Il progetto comprende 290 ettari e buona parte è proprio a ridosso di aree popolate, afferma Hess. “Il resto protegge comunque l’abitato ma in maniera meno diretta”. Il bosco presenta gravi carenze a causa dei danni provocati dai cervi, del cambiamento climatico, ma anche da un lungo periodo di trascuratezza nella gestione. “Noi lavoriamo sulla base di priorità”, dichiara ancora Francesco Hess. “Con il sommarsi dei problemi già citati, ci troviamo ora a mettere a posto la situazione”.
Gli interventi selvicolturali previsti
A partire dal prossimo anno, dunque, procederà con interventi selvicolturali. “Verrà ringiovanito il bosco di protezione, quindi verranno tolti buona parte degli alberi vecchi e verrà favorito il rinnovamento naturale del bosco”. Vale a dire che una fetta di alberi ha la forza, come il castagno, “di creare dei polloni da ceppaia.” Da quest’ultima, se tagliata, può ricrescere una nuova piantina. “In altre zone, semplicemente, si favorirà la rinnovazione naturale del bosco”. L’investimento comprende anche interventi riguardanti la lotta alle neofite invasive.