Ticino
Annata viticola stabile, occhi puntati sul mercato e sul coleottero giapponese
Samuele Quadri
2 giorni fa
La stagione viticola è iniziata senza grandi sussulti ricalcando le due precedenti. Il maltempo localizzato non cancella la buona estate, che lascia ben sperare i viticoltori prima della vendemmia. Preoccupazioni per il calo nelle vendite in Svizzera e per il proliferare del colettero giapponese.

Un inizio di stagione viticola nella norma, come le due precedenti. Alti e bassi: dalle forti piogge di inizio giugno che hanno causato danni significativi, all’estate calda e serena che ha permesso ai viticoltori di lavorare in tranquillità. Fatta eccezione per eventi estremi localizzati. Il presidente di Federviti Davide Cadenazzi lo conferma: "In generale è stato un anno tranquillo, non ci sono stati eventi estremi. Alla fine di luglio sono arrivati nel Luganese questi eventi importanti, ma erano localizzati in piccole zone. Le preoccupazioni sono rivolte ai nuovi patogeni e ai cambiamenti climatici. Il mercato ci tiene un po' sospesi in un momento di incertezza. Rimaniamo positivi.

Il coleottero giapponese

Sguardo vigile, inoltre, su predatori naturali della vite. Dagli ungulati per i quali i danni nel 2024 ammontano a 1,6 milioni di franchi nel settore agricolo, fino al coleottero giapponese, sempre più dannoso: "È una situazione complessa soprattutto con la Popillia japonica. È evidente che è un problema e lo sarà anche per il futuro. È un nuovo insetto dunque dobbiamo ancora conoscerlo. Abbiamo alle spalle un supporto della ricerca e un grande lavoro che viene fatto dalle istituzioni. Vedremo come andrà, ma abbiamo timori significativi", afferma Cadenazzi. 

La vendemmia si prospetta buona

Alle porte della vendemmia, Cadenazzi è cauto, ma la buona estate lascia bene sperare sulla qualità dell’uva: "Le prospettive sono buone. Una quantità non eccessiva. Abbiamo avuto una buona estate, quindi i presupposti per una buona annata ci sono. Le somme si tireranno ovviamente quando l'uva sarà in cantina". 

Vendite in calo

Uva il cui prezzo non varia rispetto alla scorsa stagione e si attesta a 4,20 franchi al chilo. Preoccupa invece il mercato. Le vendite sono in calo a livello nazionale e il Ticino resiste: "Il calo delle vendite è generato da diversi fattori. Rimane sempre comunque la fiducia. Il consumatore ticinese è affezionato al vino ticinese. In Svizzera abbiamo una buona reputazione. Ci si deve un po' ricollocare e rivedere la nostra posizione. Sono fiducioso e andrà, spero, meglio", conclude Cadenazzi.