Al vivaio è corsa all’albero di Natale
Da anni il vivaio di Lattecaldo vede un aumento della richiesta dell’albero simbolo del periodo natalizio. Abeti che richiedono a volte più di una decina d’anni per giungere a maturazione e che vanno dunque preservati con cura
Redazione
Al vivaio è corsa all’albero di Natale

Abete rosso e Abete normandiano, queste le due varietà dell’albero simbolo del Natale coltivate al vivaio forestale cantonale di Lattecaldo a Morbio Superiore e a disposizione della popolazione in vista delle festività: “Sono tanti anni che vendiamo alberi di Natale”, spiega Giona Mercolli, capo azienda del vivaio, intervistato da Ticinonews. “Solitamente la loro vendita parte da metà novembre dove abbiamo le prime richieste”, continua, “i clienti possono venire a vederli e segnarli oppure chiedono a noi di riservarli in base alla lunghezza desiderata. A quel punto noi prepariamo le offerte, gliele inviamo e solitamente a fine novembre cominciamo con ritiri e consegne”.

Alberi a lunga maturazione
Ma quali sono le differenze tra i due alberi? Negli anni, al vivaio, l’abete normandiamo ha iniziato a soppiantare il classico abete rosso. I vantaggi? Aghi più morbidi, al prezzo però di un tempo di maturazione decisamente più lungo: “L’abete di Norman cresce molto lentamente”, spiega Mercolli, “le piante che si vedono adesso, tra un metro e mezzo e due metri, hanno già 12-13 anni. Invece gli abeti rossi hanno qualche anno in più ma si sviluppano anche su lunghezze maggiori”.

Sempre più richiesti
Abeti coltivati con pazienza e ora, come ogni inverno, a disposizione dei clienti. L’ambizione non è ovviamente di venderne quantità industriali, ma la richiesta continua ad aumentare: “Negli ultimi anni stiamo assistendo a una richiesta maggiore, anche perché aziende come Ikea non li vendono più quindi più gente si rivolge al vivaio”, racconta Mercolli, “anche noi cerchiamo quindi di essere più rivolti al pubblico e farci pubblicità. Anche da qui aumenta la domanda”. Si può quantificare? “Direi che quest’anno siamo sui 60-70 esemplari venduti, in media andiamo dalle 50 alle 100 piante all’anno”.

Come preservare il proprio amico spinoso
Le conifere comunque sono abituate ai climi rigidi e ai pendii montani. Non ai salotti di casa, dunque per evitare che le piante deperiscano anzitempo Mercolli ci fornisce qualche utile consiglio: “L’albero di Natale viene venduto reciso e portare una pianta dall’esterno all’interno è sempre uno shock. Quello che può succedere è che poi si ingiallisca o perda gli aghi. Il consiglio che posso dare è evitare il più possibile le fonti di calore dirette - magari tenendolo lontano dalla stufa - e se si può aspettare all’ultimo per portarlo in casa. In questo modo dovrebbe mantenere al meglio le sue caratteristiche e anche gli aghi”.

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