Aiuti a fondo perso: “Un sollievo”
Filippo Lombardi reagisce positivamente alla decisione del Consiglio federale: “Con un po’ di aggiustamenti l’Ambrì-Piotta riuscirà a farcela”
di Radio3i/MJ
Aiuti a fondo perso: “Un sollievo”
Foto © CdT/Gabriele Putzu

Oggi il Consiglio federale ha deciso di stanziare fino a 115 milioni a fondo perso di aiuti allo sport. Se la misura verrà accettata dal Parlamento a dicembre, i club beneficiari vedranno coperte fino a due terzi delle mancate entrate per i biglietti, ma dovranno per contro rispondere a condizioni più severe: la riduzione degli stipendi e la rinuncia a distribuire dividenti. Ad ogni modo la felicità in Filippo Lombardi, intervistato da Radio3i, è palpabile: “Reagisco con un grande senso di sollievo: due settimane fa era stata soltanto accennata la possibilità di aiuti a fondo perso. Sono veramente grado a Viola Amherd e a tutto il consiglio federale di aver prodotto questa proposta, utile a terminare questa stagione sportiva tormentata, in sole due settimane. Quindi si è un gran senso di sollievo, nessun club verrà coperto d’oro ma ci sono le base per poter dare la continuità necessaria allo sport professionistico in Svizzera”.

Il Consiglio federale intende indennizzare fino ai due terzi delle mancate entrate derivanti dalla vendita dei biglietti, sarà sufficiente?

“Per sopravvivere tirando la cinghia sì. Non bisogna dimenticare una cosa: i club non guadagnano solo dai biglietti ma anche dalla gastronomia, dal catering, eccetera. Questo non viene indennizzato ma per questa parte ci sono comunque i prestiti decisi a settembre dal Parlamento. Con questi si coprirà quello che manca, con i contributi a fondo perso si copriranno i due terzi dei biglietti... tra le due cose credo che tutti i club riusciranno ad uscirne fuori vivi”.

Naturalmente anche i club devono rispettare a questo punto delle condizioni più severe, in particolare la riduzione degli stipendi eccessivi, la rinuncia alla distribuzione di dividendi. Sono condizioni sostenibili?
“Per l’Ambrì è assolutamente insostenibile rinunciare a distribuire i dividendi visto che ogni anno ne ricopriamo i nostri azionisti... scherzo evidentemente. Questo non sarà un problema per noi ma credo che non lo sia per quasi nessun club sportivo. La riduzione salariale noi l’abbiamo operata quest’anno in clima d’emergenza, rinegoziando i contratti con i giocatori abbiamo potuto abbassarli più o meno nell’ordine di grandezza di quello che ci chiede il Consiglio federale. Riuscire a mantenere questo su 5 anni come richiesto sarà probabilmente più difficile, soprattutto per un club come l’Ambrì che è già quello con gli stipendi più bassi dela lega. Dovremo quindi far prova di un po’ di creatività nei negoziati con l’Ufficio federale dello sport”.

Si comincia comunque a vedere la luce in fondo al tunnel?
“Sì, la stagione rimarrà comunque nella memoria di tutti come un incubo, dal punto di vista sportivo. Dal punto di vista finanziario rischiava di essere comunque una trappola mortale... se il Parlamento accetta quanto proposto dal Consiglio federale si potrà sfuggire a questa trappola e con un po’ di aggiustamenti dovremmo riuscire a farcela, soprattutto per quanto riguarda il nostro club”.

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