“A Corippo la popolazione crescerà a breve del 30%”
La coppia di gerenti dell’Albergo Diffuso, mentre il delicato cantiere affronta le sue sfide, si trasferisce nel villaggio e si prepara ad accoglierci, a casa propri
Redazione
“A Corippo la popolazione crescerà a breve del 30%”

La coppia di gerenti dell’Albergo Diffuso, mentre il delicato cantiere affronta le sue sfide, si trasferisce nel villaggio e si prepara ad accoglierci, a casa propria. Quando l’idea di Albergo Diffuso fece capolino a Corippo erano i primi anni 2000 e questo modello di offerta turistica, nato in Italia a partire dalla fine degli anni 70, in Svizzera non era ancora stato adottato. Ci si era accorti che l’obbiettivo iniziale della Fondazione Corippo, creata nel 1975, vale a dire quello di portare nel villaggio nuovi abitanti permanenti, non si era realizzato ed il declino demografico continuava inesorabile. Per mantenere in vita il villaggio con le sue case, gli abitati e le sue preziose peculiarità storico - architettoniche si era quindi pensato di cambiare strategia e di dare una destinazione turistica nella forma di un Albergo Diffuso alla dozzina di edifici che appartenevano alla Fondazione. L’osteria, oltre che da ristorante fungerà anche da reception, le viuzze del paese da corridoi per arrivare nelle stanze ricavate nelle antiche abitazioni abbandonate. Parallelamente, con un progetto di paesaggio, si è proceduto a valorizzare gli aspetti storico-culturali ed etnografici.

La sfida era ormai lanciata: riportare vita a Corippo facendo di abitanti e turisti dei vicini di casa.

Il cantiere
Aperto da un anno il cantiere “pandemico” sta procedendo a pieno ritmo. “Non c’è però ancora un orizzonte di tempo preciso per l’apertura”, racconta l’architetto Fabio Giacomazzi, presidente della Fondazione Corippo 1975. “Le incognite sono diverse: il cantiere è molto difficile in un contesto delicato caratterizzato dalle case con muri in sasso e tetti in piode e da una morfologia del terreno assai impervia. Il progetto ha come obiettivo il restauro conservativo, il mantenimento dell’immagine architettonica degli edifici. Gli interventi devono quindi essere calibrati molto attentamente e richiedono un’estrema cura dei dettagli nel combinare le nuove strutture con il contesto di edifici storici fatti essenzialmente di pietra e di legno. Ben ci si può immaginare che un cantiere di questo genere sia disseminato da molti imprevisti. Poi bisogna dire che il Covid non ha di certo favorito i lavori.” Nel frattempo un piccolo centro informativo che si affaccia sulla piazza di Corippo è disponibile e si aggiunge al sito della fondazione www.fondazionecorippo.ch per aggiornarsi sulle novità del cantiere e dei diversi progetti.

I gerenti
Se per il momento la data di apertura non è nota, quello che però è cosa certa, è che la popolazione di Corippo crescerà a breve del 30%. Infatti, all’ormai decina di abitanti permanenti si aggiungerà la famiglia che gestirà l’Albergo Diffuso. Si tratta di Désirée Voitle, Jeremy Gehring e del figliolo Ernesto, il primo bambino a Corippo da diversi decenni. Innamorati del loro lavoro, Désirée e Jeremy sono felici ed orgogliosi di dare vita a questo progetto che corrisponde loro per molti aspetti. La scuola alberghiera per lei e le cucine stellate per lui: la coppia franco-romanda, che da diversi anni vive in Ticino e vi ha stretti legami familiari, porta con sé ricche esperienze professionali in Svizzera, Europa e Sud America. Che sia nella piazza, dietro i fornelli della cucina, all’osteria, in terrazza, nelle viuzze tra le case del nucleo, o sui sentieri avranno il piacere di incontrarci e di passare con abitanti e turisti momenti piacevoli.

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