“28’800 franchi di multe illegali in 3 anni”
Partito socialista e Verdi domandano perché la polizia abbia continuato a riscuotere multe per il possesso sotto i 10 grammi nonostante la depenalizzazione del Tribunale federale, e perché ora si neghi un risarcimento alle vittime
Redazione
“28’800 franchi di multe illegali in 3 anni”
Immagine CdT/Crinari

Due diverse interpellanze, firmate da Fabrizio Sirica per il Ps e Nicola Schoenenberger per i Verdi, chiedono al Governo di far luce sul perché per anni la polizia ticinese abbia continuato a far pagare multe per il possesso di canapa quando un possesso uguale o inferiore ai 10 grammi era ormai stato depenalizzato, e di rimborsare chi era stato ingiustamente multato. Sirica nello specifico chiede la restituzione delle 288 multe da 100 franchi emesse, per un totale di 28’800 franchi solo per il periodo preso in questione. Addirittura riporta Sirica “qualora i cittadini non accettavano di pagare l’ammenda, la polizia invece di lasciare 30 giorni per il pagamento della stessa (come previsto dalla legge), venivano trascinati in centrale per la stesura di un verbale e l’apertura di un procedimento penale”. Per il co-presidente Ps “questo atteggiamento ha portato centinaia di cittadini a pagare l’ammenda sul posto (con grottesche situazioni in cui gli stessi andavano a prelevare i soldi al bancomat seguiti dalla Polizia), ledendo in questo modo i loro diritti”.

Gobbi esclude un rimborso
La depenalizzazione era stata introdotta nel 2013 ed era stata resa definitiva da una sentenza del Tribunale federale il 6 settembre 2017. Anche da allora tuttavia, riportano i firmatari, per quasi 3 anni i cittadini ticinesi hanno continuato a ricevere le contravvenzioni delle varie polizie. Solo il 24 giugno 2020 infatti il direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi, ha ammesso l’errore in risposta a un’interpellanza dello stesso Sirica, ritenendo però fuori questione la possibilità di un rimborso, visto che le singole persone avrebbero potuto presentare ricorso: “Se non procede in tal senso, la multa cresce in giudicato e, secondo il principio della sicurezza del diritto, non è più possibile modificarla o annullarla, tranne alcuni casi eccezionali previsti dalla legge, che esulano da questa fattispecie”.

“Grave non prendersi la responsabilità”
Sirica e Schoenenberger contestano questa versione, specie che dopo un’interpellanza del consigliere comunale Alessandro Chiappini il Municipio di Losone aveva deciso, il 28 settembre 2020, di rimborsare le multe in questione. “Da un punto di vista politico”, scrive Sirica, “ritengo grave che l’esecutivo non abbia deciso di prendersi la piena responsabilità dei propri errori. (...) Come si fa a non rendersi conto di quanto poco opportuno sia, per la credibilità e l’autorevolezza delle istituzioni, che lo Stato, dopo aver inflitto multe illegali, giri la faccia dall’altra parte?”

“Prassi tipicamente ticinese”, anche sugli stranieri
Entrambi i deputati contestano inoltre la metologia adottata e chiedono perché ci sia stato un ritardo così lampante nell’attuazione di una decisione presa a livello federale, parlando di una tendenza in merito a livello cantonale. Parlando di prassi “tipicamente ticinese”, Sirica chiede se “la sentenza è stata ignorata di proposito, per chiara volontà politica, oppure si tratta dell’ennesimo grave errore?”. I Verdi invece rimarcano in particolare come di recente, nell’ambito del diritto sugli stranieri sulla questione dei permessi, “la massima corte ha sonoramente bocciato la prassi restrittiva adottata dal DI, obbligandolo a fare marcia indietro su consuetudini ben consolidatesi negli anni”.

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