“Vittime straniere di violenza domestica vanno più tutelate”
La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha approvato con 8 voti a 3 un’iniziativa parlamentare
Redazione
“Vittime straniere di violenza domestica vanno più tutelate”
Immagine Shutterstock

Le vittime straniere di violenza domestica devono essere meglio protette. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) ha approvato con 8 voti a 3 un’iniziativa parlamentare della sua omologa del Consiglio nazionale. Quest’ultima dovrà ora elaborare un progetto di legge in tal senso. Dopo un divorzio, uno straniero può rimanere in Svizzera e prolungare il suo permesso di soggiorno a certe condizioni. Ciò è particolarmente vero se lui o lei sono vittime di violenza domestica. Tuttavia, precisa una nota dei servizi parlamentari, le condizioni sono difficili da soddisfare. La vittima deve provare che la violenza c’è stata. Per paura di perdere l’autorizzazione di soggiorno, alcune donne rimangono quindi col coniuge violento. Ecco perché, stando alla commissione, la soglia per provare l’esistenza della violenza domestica dovrebbe essere abbassata.

Naturalizzazione agevolata
Dal momento che le coppie omosessuali potranno convertire l’unione domestica registrata in matrimonio dal 1° luglio 2022, il partner registrato avrà accesso alla naturalizzazione agevolata al pari della coppie eterosessuali. Per questo, secondo la CIP-S il progetto, sospeso nel dicembre 2016, per la naturalizzazione facilitata del partner registrato può essere abbandonato. Il Motivo? Solo una minoranza ne beneficerebbe, ossia coloro che non vogliono fare il passo verso il matrimonio. La CIP-S ha deciso la non entrata nel merito sul progetto. Per una minoranza, tuttavia, la necessità di legiferare rimane poiché sussiste ancora una disparità di trattamento tra partner registrati e coppie sposate.

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