Verso la chiusura dei negozi?
Domani il Consiglio federale annuncerà le nuove misure. Secondo indiscrezioni Berna propenderebbe per un’inasprimento delle attuali disposizioni
di ls
Verso la chiusura dei negozi?

Domani ci sarà la tanto attesa conferenza stampa del Consiglio federale, che annuncerà eventuali nuove misure per combattere il coronavirus. Il Governo ha avanzato due proposte: da un lato estendere le misure attuali - che concernono la chiusura dei ristoranti e strutture per la cultura e il tempo libero - fino a fine febbraio. Dall’altro inasprire ulteriormente le misure, includendo la chiusura di commerci non essenziali. Stando a informazioni del Tages-Anzeiger e del Blick, Berna propenderebbe per questa seconda opzione, in relazione anche al fatto che la variante britannica si sta diffondendo sempre di più in Svizzera, aumentando il numero di infezioni. “Berset vuole chiudere i negozi e più telelavoro”, titola il Tages-Anzeiger, mentre il Blick parla di “confinamento totale”.

In termini concreti le misure che verrebbero annunciate domani sarebbero le seguenti:
- chiusura di negozi e mercati, ad eccezione di quelli che offrono beni di uso quotidiano (alimentari, farmacie, ottici, fornitori di servizi di telecomunicazione, negozi di riparazione e manutenzione, negozi di fiori). Il ritiro della merce ordinata dovrebbe rimanere consentito.
- telelavoro: lavorare da casa non è più solo una raccomandazione, ma un “must”. Dove possibile e fattibile deve essere implementato “con uno sforzo ragionevole”.
- requisiti più severi per la mascherina sul lavoro: se il telelavoro non è possibile, i dipendenti devono indossare la mascherina al chiuso, anche se le distanze vengono rispettate.
- protezione delle persone a rischio: le persone particolarmente a rischio che non possono lavorare da casa hanno diritto a una protezione speciale. Se ciò non è possibile, i datori di lavoro devono trovare per loro un’occupazione alternativa, che possono fare da casa o sotto altre condizioni di protezione. Se anche questo non funziona, hanno diritto a un congedo.
- eventi privati: è consentito un massimo di dieci persone, provenienti da un massimo di due famiglie, compresi i bambini.
- riunioni all’aperto: anche negli spazi pubblici è consentito un incontro di un massimo di 10 persone.

Queste misure rappresenterebbero il minimo. Altre potrebbero essere sul tavolo, tra cui la chiusura di hotel, stazioni sciistiche o saloni per parrucchieri.

  • 1