“Una catastrofe se circola la variante inglese”
L’epidemiologa Low, membro della Task Force nazionale non ha dubbi: “Ci vogliono nuove misure, un vero e proprio blocco”
di MMINO
“Una catastrofe se circola la variante inglese”

La variante inglese preoccupa. Nicola Low, epidemiologa e membro della task force del Consiglio federale, interpellata dal portale Watson spiega perché ora si deve fare di tutto per contenere la mutazione del Covid B.1.1.7. Secondo l’esperta, infatti, se la variante dovesse esplodere in Svizzera sarebbe “una catastrofe” anche perché gli ultimi dati arrivati da Londra indicano che la variante sia dal 50 al 70% più contagiosa del ceppo originale.

Anche se la situazione epidemiologica a livello di contagi sembra rallentare Low mette in guardia: “Ci sono stati meno test durante le vacanze e non è possibile dire effettivamente come il virus si sia diffuso tra Natale e Capodanno. È necessario prestare attenzione e non interpretare erroneamente le cifre attuali”.

La Task Force sta facendo pressione sul Consiglio federale affinché oggi decida su ulteriori restrizioni. “Le mascherine funzionano anche con la variante - spiega Low – così sono molto utili le misure che già conosciamo come lavarsi le mani e mantenere le distanze”. Ciò che è difficile con la mutazione “è impedire al virus di diffondersi in modo generalizzato e non controllato”.

Per questo, secondo l’epidemiologa è necessario “limitare la mobilità delle persone, chiudendo i negozi e rafforzando il lavoro da casa così come la scuola a distanza”. Inoltre, introdurre restrizioni un po’ alla volta per Low “non serve a niente, le misure vanno introdotte a livello nazionale e in una volta sola”. Insomma, per anticipare quanto più di catastrofico in Svizzera è necessario un vero e proprio blocco.

Ma, attenzione, non bastano le misure. “Dobbiamo fare test più ampi, negli uffici, nelle case di riposo, in aeroporto”, aggiunge. “Perché non introdurre l’obbligo di test negativo per entrare in Svizzera?”, conclude Low.

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