Turismo invernale: sorride solo il Ticino
La Svizzera ha perso il 26% dei pernottamenti durante la scorsa stagione invernale, unico cantone in crescita il Ticino
di Keystone-ATS
Turismo invernale: sorride solo il Ticino
Foto CdT/ Chiara Zocchetti

La stagione invernale 2020/2021 (cioè il semestre che va da inizio novembre a fine aprile) si è rivelato difficile per il turismo elvetico: il crollo degli ospiti stranieri (-70%) non è stato infatti completamente compensato dall’aumento della clientela elvetica (+17%). Stando ai dati diffusi stamani dall’Ufficio federale di statistica (UST) a livello nazionale sono stati registrati 9,4 milioni di pernottamenti, con una flessione del 26% su base annua.

Ticino in controtendenza
L’unica regione in contro tendenza è il nostro cantone. Il Ticino ha segnato un aumento dei pernottamenti addirittura dell’88%, che ha portato il totale a 688mila. Chiaramente, questo è un dato che fa riferimento all’inverno 2019/20, quando per un mese e mezzo abbiamo vissuto il lockdown. L’aumento ticinese, comunque, si conferma anche confrontando i dati con alla stagione 2018/19, rispetto alla quale l’aumento è stato di oltre il 10%. I Grigioni, principale polo di attrazione elvetico del turismo invernale, ha invece limitato le perdite, con un -7% (a 2,2 milioni), mentre il Vallese arretra del 13% (a 1,5 milioni).

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