Test pagati per tutti dalla Confederazione
In conferenza stampa Alain Berset ha annunciato le nuove strategie per la lotta al Covid: cambio di marcia con test di massa, copertura totale dei costi e fino a 5 test a domicilio al mese
Redazione
Test pagati per tutti dalla Confederazione

Il Consigliere federale Alain Berset ha aggiornato in conferenza stampa la situazione del coronavirus in Svizzera, annunciando un cambio di strategia riguardo i test: a partire dal 15 marzo la Confederazione intende infatti assumersi i costi di tutti i test del coronavirus. È quanto prevede la nuova linea del Consiglio federale per accompagnare le riaperture graduali. Una decisione definitiva sarà tuttavia presa soltanto venerdì prossimo dopo aver consultato i cantoni.

Test di massa
Per migliorare la prevenzione e il rilevamento tempestivo dei focolai di Covid-19, le imprese e le scuole dovranno eseguire test a ripetizione. La partecipazione è facoltativa. Le aziende che testano molto potranno essere esentate dall’obbligo di quarantena per le persone di contatto, indica una nota governativa odierna.

Cinque test “fai da te” al mese
Oltre a ciò, non appena saranno disponibili test fai da te affidabili, il Consiglio federale intende consegnarne gratuitamente cinque al mese all’intera popolazione. Affinché chiunque possa sottoporvisi subito, tutti i test eseguiti in farmacia o nei centri di test saranno gratuiti, anche per chi non ha sintomi. Questa regola si applica anche ai frontalieri. I costi di questa cambio di strategia sono stimati a oltre un miliardo di franchi. La base legale è costituita dalla legge Covid-19, limitata fino alla fine dell’anno. In questo modo il Governo vuole favorire la riapertura graduale della vita sociale ed economica. Poiché le varianti più contagiose del virus si stanno diffondendo sempre più rapidamente, bisogna rafforzare la prevenzione e il rilevamento tempestivo dei focolai locali, precisa il comunicato.

Rischi della nuova strategia
L’estensione della strategia di test, secondo il Governo, comporta determinati rischi, perché ogni risultato costituisce soltanto un’istantanea. Inoltre, i test fai da te sono molto meno affidabili dei test PCR. Un risultato negativo non deve dare un senso di falsa sicurezza e indurre a comportamenti superficiali. Sarà ancora necessario indossare la mascherina e tenersi a distanza, si sottolinea ancora nella nota. È inoltre importante che le persone risultate positive a un test rapido o a un test fai da te si sottopongano a un test PCR di conferma e si mettano immediatamente in isolamento. Resta ancora da appurare se per partecipare a determinate manifestazioni o per accedere a determinati settori possa essere richiesto un test negativo.

La diretta della conferenza stampa

15:05 - Come funzionano i test fai da te? Li riceveremo per posta? Sono affidabili? E se non fossero omologati?
“Mi è stato mostrato che assomiglia a uno spazzolino da denti, uno scovolino, con cui si preleva un campione dal naso e poi viene messo in un tester che si acquista in farmacia. Quindi potremo farli acquistare in farmacia controllando che la collettività ne copra al massimo cinque al mese”, ha spiegato Berset.

14:55 - Gastrosuisse ha pubblicato un’inchiesta in cui si vede che quasi il 20% dei membri deve chiudere.
“È proprio per questo che il Consiglio federale ha deciso di sostenere finanziariamente le aziende a rischio. Non è che negli altri Paesi le aziende della ristorazione stiano, meglio è difficile per tutti. Le aziende colpite non hanno nessuna colpa, bisogna accompagnare queste persone, perché alla fine della pandemia possano riprendere la loro attività. Queste cifre dimostrano quanto sia importante sostenere le persone che non sono responsabili di ciò che gli è successo”.

14:53 - Questo significa che dal 22 marzo si potrà aprire di più?
“Ogni elemento della strategia, per conto suo, non è una garanzia da una settimana all’altra. Le cose che abbiamo previsto per le riaperture rientrano in una strategia globale. Quindi sono lo sviluppo dei vaccini e lo sviluppo della strategia di test, che ci permettono di pianificare le aperture. Ma sappiamo che le aperture non sono del tutto scevre di rischi. Noi crediamo che se si mette in pratica ogni pilastro, malgrado la situazione fragile dovrebbe essere possibile procedere con gli allentamenti, ma con estrema cautela”.

14:51 - Ha detto che finora non c’erano abbastanza test, sembra la storia delle mascherine. È un fallimento logistico?
“La situazione è diversa, non abbiamo mai detto che non bisognava testare, ma dovevamo accontentarci dei test che avevamo a disposizione. Per le mascherine, all’inizio della pandemia ci siamo fidati del parere degli specialisti, a inizio pandemia i pareri divergevano. Se un anno fa avessimo saputo che le mascherine erano fondamentali ma non ce n’erano abbastanza, avremmo detto ‘proteggetevi come potete’”.

14:46 - Un passo importante
“Questo credo sia un passo importante per ritornare a una vita normale, è uno di quei passi che potrebbe davvero permetterci di guardare avanti”, ha aggiunto Berset.

14:40 - Stop alle quarantene in azienda se si testano l’80% dei dipendenti
“È previsto che le aziende che testano regolarmente ogni settimana l’80% del personale, i contatti delle persone positive non dovranno più andare in quarantena a meno che non risultino anch’essi positivi”.

14:39 - Tutti i test gratuiti
Tutti i test fatti nei centri e in farmacia saranno disponibili gratuitamente finché non saranno disponibili i test fai da te. Sarà la Confederazione a coprire i costi, oltre a 65 milioni per la logistica.

14:38 - I test fai da te: cinque al mese
“Quando i test saranno omologati in Svizzera vorremo dare accesso a ogni cittadino a cinque test fai da te al mese”, ha spiegato Berset.

14:36 - I tre pilastri della strategia
“Si farà il test sistematico di tutte le persone sintomatiche, poi si faranno test mirati di persone asintomatiche, qui si cerca di prendere in considerazione le persone mobili, le università, le aziende. Il terzo pilastro sono i test fai da te”.

14:35 - Una strategia che è cambiata
Berset ha ricordato come la strategia di test sia più volte cambiata. Inizialmente solo le persone molto sintomatiche potevano essere testate, “e nemmeno tutte”, ha spiegato Berset. Si è poi andati verso un’apertura dei test a sempre più fasce. Dal 15 marzo sarà possibile testare tutti “grazie a una grande disponibilità dei test e dei laboratori”.

14:33 - Tornare a una vita normale
“Il Consiglio federale ha adeguato la sua strategia per tornare a una vita normale. La si può dividere in tre punti: i test, i vaccini e le riaperture”, ha spiegato Berset. “Questa mattina il Consiglio federale ha deciso di ampliare la nostra strategia di test, con l’idea di testare molto di più. L’obiettivo è ampliare moltissimo l’accesso dei test gratuiti, a tutti coloro che vivono in Svizzera”.

14:30 - Un anno fa i primi morti

“Questa mattina il Consiglio federale ha osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Covid”, ha iniziato così Alain Berset il suo intervento in conferenza stampa.

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