
"L’Iniziativa per un Futuro viene chiaramente respinta. Ma la GISO non si lascia demoralizzare, perché la lotta per la democrazia, per una protezione del clima socialmente equa e contro le crescenti disuguaglianze rimane centrale. Oggi i più ricchi restano protetti; da domani dovranno di nuovo difendere i loro privilegi." È così che la Gioventù Socialista commenta in un comunicato il massiccio rifiuto della sua iniziativa popolare.
"La popolazione ha comunque riconosciuto il problema e vuole soluzioni"
La GISO ha duramente attaccato la lobby economica: "Mai un'iniziativa era stata combattuta in Svizzera in modo così parziale e distorto. Con affermazioni false e allarmismo mirato, il PLR e Economiesuisse hanno tentato di bloccare il dibattito sulla concentrazione della ricchezza e sulla crisi climatica". Tuttavia, la presidente della GISO Svizzera Mirjam Hostetmann afferma che "centinaia di conversazioni per strada" le hanno mostrato che "la popolazione riconosce il problema e vuole soluzioni" ed è "per queste soluzioni che la GISO continuerà a battersi".
"Un fallimento dal punto di vista democratico"
La Gioventù Socialista rimprovera il comportamento del Consiglio federale, il quale "ha fornito dati inadeguati e ha annunciato apertamente che, anche in caso di approvazione, non avrebbe applicato correttamente l'iniziativa". Si tratta, leggiamo, di "un fallimento dal punto di vista democratico, che mostra quanto il nostro governo sia strettamente intrecciato con gli interessi economici".
Malgrado il "no", imposta sulle successioni e potere degli ultra-ricchi sono nell'agenda politica
"L'iniziativa ha avuto un importante effetto politico", scrive la GISO. Malgrado il "no", infatti, la proposta ha avuto un impatto significativo, riportando nell'agenda politica temi come l'imposta sulle successioni e il potere degli ultra-ricchi, afferma il partito. "La maggioranza borghese in Parlamento non ha presentato alcuna soluzione durante tutta la campagna di voto e continua a rifiutarsi di chiamare i super-ricchi a finanziare la transizione climatica" ed è dunque "chiaro che sarà la popolazione a dover pagare i costi della crisi climatica".
