SwissCovid permetterà di fare il “check-in”
L’applicazione incorporerà l’app del Politecnico di Losanna Notify-Me, che permette di ricevere notifiche se un luogo visitato è risultato particolarmente a rischio
Redazione
SwissCovid permetterà di fare il “check-in”
Foto CdT/Gabriele Putzu

L’applicazione SwissCovid verrà estesa con un sistema di registrazione nazionale che dovrebbe essere presto disponibile. Secondo Marcel Salathé del Politecnico federale di Losanna (EPFL), il lavoro per integrare l’app dell’ateneo vodese, Notify-Me, è già a buon punto. Con l’app Notify-Me, già in uso al Politecnico di Losanna da gennaio, le persone che si recano al ristorante o partecipano ad una manifestazione possono essere rapidamente registrate e avvertite di un possibile contagio da Covid-19. I lavori di “fusione” delle due app sono a uno stadio avanzato presso l’Ufficio federale dell’informatica e la telecomunicazione, ha spiegato a Keystone-ATS Salathé, epidemiologo presso l’EPFL ed ex membro della Task Force Covid-19 del Consiglio federale. “Desideravo da tempo integrare le due app, anche perché ha senso da un punto di vista epidemiologico”. Anche col coinvolgimento di colleghi all’estero, l’EPFL ha sviluppato un protocollo tecnico chiamato Crowd-Notifier, pubblicandolo già nell’ottobre scorso. Un’implementazione dimostrativa sotto forma di app è anche disponibile da qualche tempo col nome Notify-Me.

Il programma funzionerebbe con un codice QR che gli organizzatori di kermesse, ristoranti o centri fitness rilasciano e che verrebbe scansionato, se possibile, da tutti gli ospiti. Se durante un particolare evento si verificassero casi di contagio, tutti gli utenti dell’app sarebbero automaticamente informati. La sicurezza dei dati è preservata, secondo Salathé. Il protocollo Crowd-Notifier impedisce l’uso improprio delle informazioni grazie a particolari aspetti tecnici che consentono una gestione decentralizzata dei dati. “Si tratta di una grande differenza rispetto a sistemi simili in altri paesi, dove i dati sono invece raccolti a livello centrale”. Con la raccolta centralizzata, devi fidarti del governo o di altri attori che i tuoi dati non saranno usati in maniera impropria, e che sono protetti dagli hacker”, ha aggiunto il docente universitario. Il principio è lo stesso che regge l’app SwissCovid e finora ha funzionato bene.

Marcel Salathé ha lasciato la Task Force del governo in febbraio per mettersi a disposizione di una nuova associazione battezzata CH++, il cui scopo è promuovere il know-how tecnico ovunque sia di beneficio alla società. Ma il suo obiettivo è anche più ampio, ossia sottolineare dove le istituzioni pubbliche sono in ritardo dal punto di vista tecnologico, un rimprovero che lo stesso Salathé ha denunciato pubblicamente. Salathé sta seguendo l’ulteriore sviluppo dell’applicazione con grande interesse. “Ma dal punto di vista tecnico, il progetto è già così buono e avanzato che non ha bisogno di alcun supporto da parte di CH++”.

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