Svizzera: ancora poche donne ai vertici
Il nostro Paese è in fondo alla classifica europea per quanto riguarda quota femminile tra i manager
di Keystone-ATS
Svizzera: ancora poche donne ai vertici

Malgrado un leggero miglioramento della situazione, le donne continuano ad essere sottorappresentate ai vertici delle grandi aziende svizzere. Ai piani alti dei gruppi quotati alla borsa di Zurigo sono pochissime.

Mentre nel 2016 la quota di donne nei consigli di amministrazione delle società incluse nell’indice dei titoli guida SMI era del 21%, quest’anno la percentuale è salita al 28%, secondo uno studio pubblicato oggi dalla società di consulenza e reclutamento Russell Reynolds. L’unico gruppo ad aver affidato la presidenza del cda a una donna è però soltanto Swatch, con Nayla Hayek.

Nell’anno in corso invece, solo l’11,5% delle aziende dello SMI e appena il 7,8% di quelle del listino allargato SMIM contano donne nella loro direzione. Nessuna delle 20 aziende dello SMI è guidata da una donna e solo il produttore di cemento Lafargeholcim ne ha una come direttrice finanziaria, Géraldine Picaud.

Nella classifica delle compagnie più virtuose in questo senso, spicca l’assicuratore Zurich, che presenta una quota del 27% nel comitato direttivo, seguito Credit Suisse (25%), Novartis (23%) e Lafargeholcim (20%). In fondo alla classifica ci sono aziende come Swisscom, Swiss Life, Sika e SGS, che non hanno donne nella loro direzione.

La situazione è solo leggermente migliore se si prendono in considerazione le circa 50 società quotate nell’indice allargato SMIM. Solo il gruppo chimico Ems Chemie ha una donna come CEO, Magdalena Martullo-Blocher, mentre lo specialista di veicoli stradali Bucher ne ha una, Manuela Suter, come direttrice finanziaria, proseguono gli autori dello studio.

Ems-Chemie possiede una quota femminile del 33% nel comitato direttivo, edd è seguita dal gruppo industriale Oerlikon (25%) e da Bucher (22%). Il produttore di valvole sottovuoto VAT, la società immobiliare Swiss Prime Site e il produttore di ascensori e scale mobili Schindler, invece, non ne hanno nemmeno una.

Svizzera in fondo a classifica europea
Nonostante il miglioramento complessivo della situazione, la Svizzera è ancora in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Le più virtuose in termini di diversità di genere nel management sono le aziende norvegesi con una quota femminile del 27%, seguite da quelle di Svezia (24%) e Regno Unito (23%).

La Svizzera, con la sua quota dell’11,5% nel comitato direttivo, è in fondo alla classifica, dietro all’Italia (12%) e alla Germania (14%). La Francia ha una quota del 20%.

“In Svizzera, la posizione dei quadri dirigenti sta diventando sempre più femminile. Se il tasso di crescita di quest’anno sarà mantenuto, i consigli di amministrazione delle 50 maggiori società avranno una quota femminile del 30% tra circa due anni”, ha rilevato Matthias Oberholzer di Russell Reynolds.

Le imprese svizzere dovrebbero quindi poter rispettare rigorosamente la legislazione che, per le società quotate in borsa con almeno 250 dipendenti, prevede quote del 30% di donne nei consigli di amministrazione e del 20% fra i dirigenti.

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