“Sodalizio ben presente nella Confederazione”
Organizzazioni ndranghetiste erano attive in Ticino e nel Canton San Gallo
di Redazione
“Sodalizio ben presente nella Confederazione”

I due arresti compiuti negli scorsi giorni sono l’onda lunga dell’operazione antimafia iniziata nel novembre 2021 e denominata “Cavalli di razza”. Le indagini della squadra mobile della polizia di stato di Milano e della squadra provinciale di Como della guardia di finanza avevano portato all’arresto di 54 persone implicate nelle attività della cosca ‘ndranghetista di Gioia Tauro. L’organizzazione sarebbe stata attiva in tutta la Lombardia, con dei riverberi in Ticino, e un’importante attività nel canton San Gallo. Gli accusati sono stati ritenuti responsabili di una lunga lista di reati aggravati dal metodo mafioso. Andrea Ramani ha inoltre intervistato Samuel Bolis, comandante del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Como, per Ticinonews.

I due arrestati
Il primo degli arresti più recenti ha toccato un 64enne di Giffone, in Calabria, personaggio ben noto agli inquirenti, a capo della locale di Fino Mornasco. Sebbene l’uomo fosse al 41bis per reati di stampo mafioso, e per essere stato mandante di un omicidio, egli continuava a gestire i suoi affari dal carcere. Indirettamente, si è reso complice e mandante di pestaggi, prestiti a usura e reati in materia fiscale e commerciale.
L’altro uomo è stato accusato di aver fornito supporto logistico all’organizzazione, partecipando agli scavi per recuperare 55'000 euro sepolti in un maneggio del comasco.
Tuttavia, dalle indagini relative a questi due specifici casi, non sono emersi legami con il nostro Cantone.

La Svizzera, base logistica per attività criminali?
Malgrado ciò, è ormai noto che le organizzazioni a stampo mafioso si muovono con più leggerezza in Svizzera, in ragione dell’assenza delle aggravanti legali dell’associazione a stampo mafioso con misure di carcere duro. Uno degli uomini arrestati in novembre, per esempio, era al centro di un traffico di armi e droga che passava tra Ecuador, Svizzera e Italia. Come confermato da Bolis, la Confederazione era vista come una base logistica per i traffici dell’organizzazione.

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