“Siamo fiduciosi per l’estate”
Il punto della situazione epidemiologica con gli esperti dell’UFSP. Masserey: “Da 8 mesi non avevamo meno di 500 casi al giorno”. Nartey: “Osserviamo una certa saturazione negli appuntamenti per le vaccinazioni”
Redazione
“Siamo fiduciosi per l’estate”

“La situazione epidemiologica continua a essere favorevole. Da qualche giorno siamo sotto i 500 casi giornalieri, un dato che non si vedeva dalla fine di settembre”. Così Virginie Masserey, responsabile della Divisione malattie infettive dell’Ufsp, ha inaugurato l’odierna conferenza stampa per fare il punto della situazione in Svizzera. Anche le ospedalizzazioni, i decessi e il tasso di positività diminuiscono, ha aggiunto l’esperta dell’UFSP. “La situazione in Svizzera è simile a quella dei paesi vicini, anche se in Europa ci sono paesi, come la Gran Bretagna, che hanno un’incidenza superiore. La situazione è in ogni caso favorevole, anche se è ancora presto per giudicare l’impatto degli allentamenti introdotti dal 31 maggio”.

Il punto sulla vaccinazione
Sono circa 2 milioni di persone, corrispondenti al 24% della popolazione svizzera, che risultano completamente vaccinate con due dosi. I vaccini restano efficaci anche per le varianti per ora conosciute, ha sottolineato Masserey, evidenziando che entro la fine della settimana sono attese altre dosi di Pfizer e Moderna. La protezione dei vaccini dura almeno 6 mesi, ma si suppone che possa essere più lunga e di conseguenza si sta esaminando se possa essere estesa fino a nove-dodici mesi. “Su questo punto informeremo nel prossimo futuro”, ha detto Masserey. Anche il medico cantonale bernese Linda Nartey ha sottolineato che la situazione epidemiologica si tranquilizza. Questo anche dal punto di vista del contact tracing. “Siamo fiduciosi per l’estate” ha affermato la dottoressa. Restano tuttavia ancora delle sfide. “Sembra che cominci ad emergere una certa saturazione per le vaccinazioni, con appuntamenti che restano più a lungo o del tutto aperti”. Attualmente vengono vaccinati anche 16enni e 17enni, ha ricordato Nartey. “Si cerca di raggiungere questa categoria di età per informarla in modo mirato. La situazione negli appuntamenti sembra essere molto tranquilla”. Nel momento in cui il vaccino sarà ufficialmente raccomandato anche agli over 12, potranno essere fissati appuntamenti per questa categoria di età, ha puntualizzato la dottoressa.

Il certificato covid
Un’altra sfida è il certificato Covid, ha aggiunto Nartey. I Cantoni devono provvedere autonomamente alle procedure di emissione. La fase pilota per il rilascio dei certificati è in corso da ieri e Berna è uno dei Cantoni pilota che ha già rilasciato alcuni certificati. “Il sistema quindi funziona”, ha constatato Nartey. Per quanto riguarda i certificati dei test ci sono ancora delle questioni aperte. Il certificato Covid non è comunque “un passaporto che ci permette di viaggiare ovunque”, ha messo in guardia Masserey, che ha esortato a informarsi sulle restrizioni in vigore prima di mettersi in viaggio. Nei cantoni esistono diverse procedure riguardanti i certificati. Un sistema giustificato secondo il vicedirettore del dipartimento Strategia e innovazione dell’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione Philippe Voirol, con ogni Cantone che può scegliere su quale sistema informatico appoggiarsi. In ogni caso, ha aggiunto, 20 Cantoni su 26 utilizzano la stessa piattaforma.

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