“Servono misure per lottare contro le varianti”
Nonostante l’annuncio del vaccino Moderna, l’UFSP è preoccupato per l’aumento delle varianti di Covid in Svizzera. Mathys: “Ormai potrebbero essere dal 4 al 5% dei casi totali”
di MJ/ATS
“Servono misure per lottare contro le varianti”

L’autorizzazione del vaccino di Moderna, rilasciata oggi, è sicuramente una buona notizia, ma non basta a far cessare le preoccupazioni dell’UFSP, soprattutto sull’andamento delle varianti inglesi e sudafricane. Patrick Mathys, responsabile del settore crisi dell’Ufficio federale della sanità pubblica, nel consueto appuntamento con la stampa dell’UFSP, ha dichiarato che la Confederazione è molto preoccupata per la presenza di sempre più casi dei nuovi ceppi di coronavirus: “La maggior parte delle varianti rilevate in Svizzera non sono più legate a persone venute dall’estero, si tratta di casi autoctoni. La loro riproduzione sta avvenendo quindi sul nostro territorio”. Al momento sono 127 i casi rilevati in svizzera: 86 della variante inglese, 5 di quella sudafricana e il resto di altre mutazioni non identificate. Cifre contenute, ma che vanno rapportate con il numero ridotto di sequenziamenti genetici per scoprire il ceppo dei campioni. A questo punto, ha detto Mathys, non è improbabile che dal 4 al 5% dei casi sia attribuibile a una di queste varianti.

L’andamento inglese e irlandese preoccupa
A preoccupare, ha spiegato ancora Mathys, è l’andamento di nazioni come la Gran Bretagna e l’Irlanda dove, nonostante le misure draconiane (l’intera Inghilterra è in lockdown), si verifica un raddoppio dei casi ogni settimana. Si pensa che questo andamento sia dovuto soprattutto alle varianti mutate di coronavirus, il che fa temere per un aumento dei casi nelle prossime settimane. “Abbiamo aumentato le nostre capacità di sequenziamento dei test, ma non possiamo lottare contro le nuove varianti senza misure supplementari”. La buona notizia però, ha aggiunto, è con l’attuale stabilizzazione dei casi si è riusciti a diventare più efficienti nel contact tracing, anche se potrebbe non bastare. Intanto, oggi l’UFSP ha inserito la quarantena obbligatoria per chi arriva dall’Irlanda.

“Servono misure per lottare contro le varianti”

Casi in diminuzione, ma il tasso di riproduzione resta alto
In generale, ha sostenuto lo specialista, nonostante una diminuzione dei decessi e delle ospedalizzazioni, la situazione rimane tesa e il servizio sanitario è sempre sotto pressione. Infatti il tasso di riproduzione del virus si è attestato a 1.02, un livello ancora troppo elevato e che fa pensare che presto vedremo un nuovo aumento. Diverso il discorso per ospedalizzazioni e decessi, in caduta rapida: Mathys ha affermato che la flessione si nota soprattutto tra le persone più a rischio. Ciò potrebbe significare che questa categoria di soggetti si è protetta meglio e di più nelle ultime settimane. Tuttavia, si tratta ancora di speculazioni. “La nostra speranza”, ha aggiunto, “è che tale tendenza al ribasso di confermi”.

Arriva il vaccino Moderna
Per quanto riguarda i vaccini, Philippe Girard di Swissmedic ha dichiarato che l’autorizzazione odierna del vaccino di Moderna - le prime dosi sono attese per domani in Svizzera, come indicato da diversi oratori - rappresenta senz’altro un contributo importante alla lotta contro la pandemia, dopo le prime vaccinazioni col preparato di Pfizer/BioNtech. L’analisi rischi-benefici per Moderna, secondo Girard, gioca a favore dell’autorizzazione provvisoria. Gli effetti collaterali causati dal preparato di Moderna sono paragonabili al vaccino dell’influenza, anche se in alcuni casi sono state riscontrate reazioni più forti. Le persone allergiche ad alcune componenti dovrebbero astenersi, mentre non ci sono indicazioni per le donne incinte.

Il 18 gennaio più di mezzo milione di vaccini
Stando a Nora Kronig dell’UFSP, dove si occupa dei contatti internazionali, entro il 18 gennaio dovrebbero essere disponibili poco più di mezzo milione di dosi di vaccini anti-Covid. Pfizer dovrebbe rifornire la Confederazione con 1 milione di dosi supplementari in febbraio. Insomma, il 4% della popolazione dovrebbe essere immunizzata già all’inizio del mese prossimo. Poiché sono i Cantoni che si occupano delle vaccinazioni, l’UFSP attende con impazienza le cifre sul numero di persone immunizzate.

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