“Servivano misure, le abbiamo prese”
Il Consigliere di Stato ginevrino Mauro Poggia spiega l’obbligo di mascherina nei negozi che sarà in vigore da domani nel Canton Ginevra
di Teleticino
“Servivano misure, le abbiamo prese”

Ginevra è il terzo cantone romando a introdurre l’obbligo di mascherina all’interno delle attività commerciali, dopo Giura e Vaud. Per capire i motivi di questa scelta, Teleticino ha raggiunto il consigliere di Stato ginevrino Mauro Poggia.

Perché avete deciso di imporne l’uso?

Nelle ultime settimane abbiamo visto che le cifre di pazienti positivi aumentavano in modo inquietante. Arriviamo veramente al limite di quello che possiamo accettare per poter rispondere alla necessità di tracciare le persone che sono in contatto diretto con i pazienti positivi. Bisognava prendere delle misure, abbiamo preso quella delle mascherine nei commerci e nei negozi, ma ne abbiamo prese anche per i luoghi di aggregazione.

La Confederazione sulla mascherina ha sempre lasciato la scelta sul loro uso alla responsabilità individuale, non è sufficiente contare su questo?

Chiaramente. Abbiamo sempre detto che mettere una mascherina e non fare altro non serve a nulla. Ogni volta che è possibile bisogna mantenere le distanze, bisogna avere un’igiene delle mani che sia perfetta. Ed è per questo che abbiamo confermato l’obbligo per tutti i commerci e negozi di avere il liquido idroalcolico a disposizione e verificare che tutti i clienti che entrano nei negozi lo utilizzino. Purtroppo in queste ultime settimane abbiamo visto che nessuno lo faceva più.

Come mai queste misure saranno in vigore addirittura fino al primo ottobre?

Lo scopo è di non dover tornare su delle misure che devono essere prolungate. È chiaro che il Consiglio di Stato può in ogni momento abolire queste misure o, speriamo non serva, prolungarle ulteriormente.

Misure simili non sarebbero più incisive se fossero introdotte a livello federale?

L’epidemia, se guardiamo le cifre, si vede che non è uguale dappertutto, è difficile imporre a un cantone come Appenzello, che non ha nessun caso di pazienti positivi, delle misure che si possono imporre a Ginevra o Zurigo. Quindi se non si vogliono avere delle misure che siano al di sotto di quello che dovrebbero essere, è preferibile lasciare ai Cantoni la possibilità di prendere misure che siano adatte alla situazione sul loto territorio.

A maggio lei aveva criticato la Confederazione proprio per aver delegato troppe responsabilità ai cantoni. Ha cambiato idea?

Io parlavo di un tema come quello delle mascherine, che purtroppo Berna ha lasciato ai cantoni la ricerca di soluzioni individuali per trovare le mascherine sul mercato internazionale. Ginevra, che aveva contatti con la Cina tramite alcune camere dell’industria, ha potuto avere delle mascherine in quantità sufficiente, ha potuto darle anche ad altri cantoni romandi. Intendevo quindi che su questioni come il reperimento delle mascherine o della soluzione idroalcolica avrei voluto avere una centralizzazione degli acquisti e non che i cantoni siano lasciati a sbrogliarsi ciascuno con i suoi mezzi individuali.

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