Edilizia
Rinnovo del contratto nazionale, è di nuovo fumata nera
©Gabriele Putzu
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4 giorni fa
Gli impresari costruttori hanno proposto un aumento di 150 franchi per mese per gli stipendi del 2023. L’offerta è stata rifiutata dai sindacati. La discussione è rinviata a lunedì.

È andata in scena ieri l’ottava tornata negoziale per il rinnovo del Contratto nazionale mantello per l’edilizia principale. Allo scopo di trovare una soluzione ed evitare una situazione di vuoto contrattuale, la Società Svizzera degli Impresari Costruttori (SSIC) ha proposto un aumento generalizzato di 150 franchi per mese per gli stipendi del 2023. Ciò corrisponderebbe al 3,3% in più di salario per i redditi più bassi. Anche gli stipendi minimi aumenterebbero di 60 franchi. La proposta comprende inoltre diversi adeguamenti che consentirebbero “una prima modernizzazione degli orari di lavoro”, si legge in un comunicato della Società. I sindacati hanno però rifiutato questa proposta. Un'ulteriore tornata negoziale avrà luogo lunedì.

“Fiducia nella prossima tornata negoziale”

La SSIC, si legge ancora, vuole spianare la strada per la stipula del contratto. I sindacati “non sono voluti entrare nel merito del modello di orario di lavoro 2023+ neppure durante l'ottava tornata di negoziati. Ne abbiamo dovuto prendere atto con rammarico”. Con l'offerta attuale, la SSIC propone un aumento salariale “superiore alla media e compie un passo importante verso i sindacati per consentire la stipula di un contratto entro la fine di quest’anno ed evitare una situazione di vuoto”. La Società si dice comunque fiduciosa che si possa raggiungere un accordo durante la nona tornata negoziale.

I punti salienti

Durante le trattative l’offerta ai sindacati è stata specificata con i seguenti punti sostanziali:

 

  

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