Rientro da paesi a rischio, “controlli fattibili”
Per il consigliere federale Ueli Maurer sarà più facile effettuare controlli agli aeroporti, un po’ meno ai valichi di frontiera
di Keystone-ATS
Rientro da paesi a rischio, “controlli fattibili”

Il consigliere federale Ueli Maurer ritiene che il controllo dei viaggiatori provenienti da 29 Paesi ad alto rischio riguardo alla quarantena a causa del coronavirus sia fattibile. Lo ha detto oggi in un’intervista radiofonica.

Chiunque entri in Svizzera da un Paese a rischio a partire da lunedì deve mettersi in autoquarantena per dieci giorni. Giovedì scorso il Consiglio federale ha inserito diversi Paesi europei con rischio elevato di contagio da coronavirus, tra cui la Serbia e lo Stato Schengen della Svezia.

Paesi a rischio attualmente comprendono anche la Serbia, il Kosovo e la Macedonia del Nord, gli Stati Uniti, la Russia, il Brasile, l’Argentina e numerosi Stati del Golfo. L’elenco comprende anche punti caldi del turismo come Israele, Sudafrica e Capo Verde.

“Al momento è fattibile, perché la lista comprende paesi da cui non abbiamo immigrazione”, ha detto Maurer esprimendosi sui controlli alla trasmissione della radio svizzerotedesca SRF “Samstagsrundschau”. Solo la minaccia della quarantena porterà le persone a limitarsi.

I controlli potrebbero essere effettuati bene negli aeroporti. Negli altri valichi di frontiera è più difficile, ha spiegato il consigliere federale. Lì, tuttavia, potrebbero essere controllati gli autobus e le compagnie di viaggio. Maurer ipotizza che potrebbero essere controllate oltre il 50% delle persone provenienti da Paesi ad alto rischio che entrano in Svizzera via terra.

Maurer ha riconosciuto che non tutte le questioni legali relative alla quarantena sono state risolte. Il Consiglio federale ha voluto inviare un segnale in tempi brevi. Se fossero prima state risolte tutte le questioni nel dettaglio ci sarebbe stato il pericolo che nel frattempo il rischio di infezione sarebbe diventato molto maggiore.

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