Riduzione dei premi, le reazioni
C’è generale sollievo per la diminuzione dei costi, anche se alcuni sottolineano che il peso sulle famiglie resta eccessivo
di Keystone-ats-ls
Riduzione dei premi, le reazioni

L’annuncio del Consiglio federale dell’abbassamento dei premi malattia per l’anno 2022, che interrompe anni di continui aumenti, genera sollievo nel settore della sanità e presso le associazioni dei consumatori. Tuttavia non mancano preoccupazioni per il futuro e c’è chi invoca riforme.

SantéSuisse: bene, ma saranno necessari risparmi
SantéSuisse si felicita per l’evoluzione dei premi malattia. L’organizzazione constata però che i costi della sanità continuano a crescere e che misure di risparmio saranno necessarie. In un comunicato odierno, chiede l’introduzione di un sistema di prezzi di riferimento per i generici, risparmi sui test in laboratorio e l’introduzione di forfait nell’ambito delle cure ambulatoriali. Il calo dei premi è comunque positivo, sopratutto per il fatto che diversi assicuratori hanno liberato una parte delle riserve per redistribuirle agli assicurati.

FMH, “non ridurre il diritto all’assicurazione”
La Federazione dei medici svizzeri (FMH) accoglie con favore la riduzione dello 0,2% dei premi dell’assicurazione sanitaria obbligatoria annunciato oggi dal Consiglio federale. Secondo il monitoraggio dei costi dell’assicurazione malattia (MOKKE), l’aumento medio negli ultimi dieci anni è stato quasi del 3%. I premi però sono sempre stati fissati a un livello leggermente più alto dall’Ufficio federale della sanità pubblica, permettendo agli assicuratori di accumulare riserve. Questo ha dato alle famiglie svizzere l’impressione che il forte aumento dei premi corrispondesse a un preoccupante incremento dei costi sanitari. Gli sviluppi attuali dimostrano il contrario: gli “obiettivi di contenimento dei costi” previsti dal Consiglio federale vengono raggiunti anche senza limitare l’accesso alle cure. Diversi assicuratori hanno già iniziato a ridistribuire le riserve in eccesso ai loro assicurati. Per le famiglie a basso reddito, spesso genitori single e pensionati, i premi rimangono comunque troppo elevati ed è necessario un sostegno mirato. Le misure indifferenziate previste dal Consiglio federale per controllare l’aumento dei costi colpirebbero doppiamente le persone socialmente ed economicamente svantaggiate. Queste infatti sono più spesso malate e hanno un potere d’acquisto inferiore per pagare trattamenti, quindi risulterebbero particolarmente colpite dalle limitazioni delle cure.

CDS soddisfatta per la riduzione
Il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), Lukas Engelberger, giudica positivamente l’annuncio della riduzione media dei premi di cassa malattia per il 2022. A suo avviso, questo dimostra che le misure di contenimento dei costi stanno avendo effetto. Gli assicuratori però devono continuare a ridurre le loro riserve. È importante che i fondi liberati vadano a beneficio degli assicurati di quei cantoni che hanno contribuito significativamente all’accumulo delle riserve pagando premi troppo alti. Engelberger ha detto all’agenzia di stampa Keystone-ATS che l’Ufficio federale della sanità pubblica deve esercitare in quest’ambito la sua funzione di sorveglianza. L’influenza della pandemia di Covid deve essere presa in considerazione anche nella fissazione dei premi. La maggior parte dei costi aggiuntivi è stata sostenuta direttamente dal settore pubblico. A suo avviso i costi della salute e quindi i premi dell’assicurazione di base continueranno a crescere moderatamente se la Confederazione e i cantoni proseguiranno negli sforzi per contenere la crescita delle spese.

FRC, calo più simbolico che storico
Il calo dei premi malattia annunciato oggi è più simbolico che storico, ha affermato la Federazione romanda dei consumatori (FRC). In realtà, la tendenza è piuttosto alla stabilità. Riforme sono necessarie. Nonostante il calo, i premi continuano a pesare sui budget delle economie domestiche, si legge in un comunicato. Per quanto riguarda la redistribuzione di “una piccola parte” delle riserve in eccedenza, queste portano “un sollievo relativo”, critica la FRC. L’organizzazione punta il dito contro l’assenza di riforme in questo ambito negli ultimi anni. In fin dei conti, la stabilità del 2022 è dovuta in gran parte alle riserve in eccedenza, che dipendono però da fattori congiunturali o dagli investimenti in borsa.

H+, la riduzione non rispecchia prestazioni ospedali
La diminuzione dei premi di cassa malattia non rispecchia le prestazioni fornite da ospedali e cliniche dal 2020, secondo l’organizzazione H+ Gli Ospedali Svizzeri. Finora gli ospedali hanno ottenuto un indennizzo solo parziale per le perdite legate al divieto di trattamenti non urgenti durante la primavera 2020. “Il sistema sanitario nel corso dell’ultimo anno e mezzo di pandemia da COVID-19 è stato sollecitato come raramente in precedenza”, si legge in un comunicato odierno. Nella primavera 2020, durante il lockdown, la Confederazione e i Cantoni hanno ordinato a ospedali e cliniche di sospendere i trattamenti non urgenti per avere sufficienti capacità in caso di un possibile aumento rapido di pazienti affetti da COVID-19. Questa misura ha comportato costi finora non coperti dell’ordine da 0,9 a 1,1 miliardi di franchi. Nei mesi dopo il lockdown non è stato possibile recuperare integralmente le operazioni sospese visto che gli istituti già nell’autunno erano nuovamente confrontati con un aumento molto forte di pazienti COVID-19 e hanno di nuovo dovuto limitare i trattamenti pianificabili, prosegue la nota. Secondo H+ la pandemia e le conseguenze medico-sanitarie ed economiche saranno evidenti soltanto nei prossimi anni.

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