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Economia
Requisiti patrimoniali più severi, da UBS un deciso niet
Ats
6 ore fa
Nella sua presa di posizione sulla consultazione avviata dal Consiglio federale la banca scrive che la proposta è troppo costosa, danneggia l'economia elvetica e non è la risposta giusta al fallimento di Credit Suisse

UBS respinge con forza la copertura integrale con fondi propri del capitale delle sue filiali estere: nella sua presa di posizione sulla consultazione avviata dal Consiglio federale la banca scrive che la proposta è troppo costosa, danneggia l'economia elvetica e non è la risposta giusta al fallimento di Credit Suisse (CS). La normativa in questione «non sarebbe né proporzionata né coordinata a livello internazionale, né tanto meno mirata», si legge nella presa di posizione pubblicata oggi. Il progetto del governo federale comporterebbe costi aggiuntivi ingenti e metterebbe a rischio la continuità di un modello di affari di successo. Secondo l'istituto guidato da Sergio Ermotti le nuove disposizioni comporterebbero un fabbisogno aggiuntivo di capitale di base di circa 23 miliardi di dollari (18 miliardi di franchi). Ciò causerebbe costi elevati, non solo per la banca, ma anche per l'intera piazza finanziaria, le famiglie e le imprese. UBS dovrebbe compensare in parte i costi aggiuntivi con un aumento dei prezzi dei crediti e dei servizi nella Confederazione, cosa che secondo la società ciò indebolirebbe l'economia svizzera. A detta di UBS il regime già esistente, se applicato in modo coerente, avrebbe costretto Credit Suisse ad adeguamenti strutturali molto prima del tracollo. «La crisi di CS è stata principalmente il risultato di una strategia non sostenibile e di una redditività insufficiente della banca, di una gestione dei rischi carente, di una cultura inadeguata e di una governance debole», argomenta l'impresa, che come si ricorderà nell'ottobre del 2008 si trovò a sua volta sull'orlo del collasso, venendo salvata da un intervento della Confederazione. Isolare completamente la società madre di UBS dai rischi derivanti dalle attività commerciali estere sarebbe in contrasto con il modello di affari di un'azienda che opera a livello internazionale e rappresenterebbe una grave violazione della libertà economica, si legge ancora. Inoltre la normativa riguarderebbe solo UBS. «La Svizzera non dovrebbe emanare leggi su misura per una singola azienda». A livello internazionale, la normativa proposta rappresenterebbe inoltre un'iniziativa isolata, che isolerebbe la Confederazione, critica ulteriormente la banca. Inoltre la misura svantaggerebbe notevolmente UBS poiché la banca avrebbe requisiti patrimoniali superiori di almeno il 50% rispetto ai concorrenti in Europa e negli Stati Uniti. Ciò è in netto contrasto con gli sviluppi in queste regioni, dove sono già state annunciate iniziative di deregolamentazione, conclude la società.